Il piacere di far fiorire se stessi

Pucci svela Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio

(ANSA) - ROMA, 6 AGO - FILOMENA PUCCI, QUELLO CHE TI PIACE FARE E' CIO' CHE SAI FARE MEGLIO (Fabbri Editori, pp.192, 15 Euro). Scrivere in una lista i propri talenti partendo da ciò che ci piace; sviluppare un'idea per farne un lavoro; averne cura con amore e perseveranza; lasciare che le trasformazioni possano fiorire e dare frutti. E' la promessa di felicità che Filomena Pucci fa a chi sceglierà di mettersi in gioco leggendo il suo ultimo libro, "Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio" (Fabbri Editori). Se il titolo è accattivante, il testo lo è ancora di più: l'autrice si rivolge con il "tu" direttamente al lettore per affermare che, partendo da sé (e lei stessa ne è la prova), chiunque può davvero rivoluzionare la propria vita. A patto però di volerlo fino in fondo e di avere il coraggio di darsi una possibilità senza sentirsi in colpa: perché questo libro, all'apparenza una sorta di manuale con 9 lezioni da seguire ed esercizi da fare, è in realtà un atto di fiducia nei confronti di se stessi, nella consapevolezza che non esiste miglior regalo che prendere sul serio il proprio piacere.
    Fiducia, passione, tenacia, coraggio, determinazione, cura, desiderio: sono queste le parole che maggiormente si rincorrono tra le pagine. "Ma se dovessi aggiungerne un'altra, sceglierei abbondanza: di lavoro, di ricompense, di riconoscimenti e di sfide", dice all'ANSA l'autrice, che in quest'ultima esperienza letteraria mette a disposizione di chi la leggerà ciò che ha imparato per il progetto di Appassionate, il libro e il sito internet dedicati a donne capaci di trasformare la propria passione in un mestiere. Un progetto nato nel 2014 che ha permesso anche alla sua creatrice, ex autrice tv, di far cambiare strada al proprio destino. "Bisogna predisporre il cuore a ricevere l'abbondanza e a non accontentarsi di poco. La nostra è un'educazione al dovere: è nel nostro DNA l'idea che ciò che otteniamo è conseguenza della sofferenza e della fatica.
    Non dico che non bisogna faticare, ma se la fatica è figlia del piacere diventa motivazione e obiettivo insieme", prosegue. "Non è facile cambiare, ma è possibile", dice Pucci, "questo libro non serve a chi sta affogando, perché in quel caso o ti salvi da solo o non ti salvi, ma a chi magari sta pensando di voler cambiare già da un po'. Chi lo leggerà avrà bisogno di tempo umano e tempo esperienziale, anche per fare gli esercizi.
    È una sorta di circuito: arrivi e poi ricominci. Io l'ho scritto con convinzione perché ho provato e messo a fuoco tutti i 9 passaggi". Il primo passo del cambiamento secondo l'autrice è scrivere per fissare su carta cosa ci piace: "Se ti alleni nella scrittura, capisci che usiamo troppe parole. La scrittura permette di arrivare all'osso", spiega, "ora nella mia lista ci sono tante cose: e mi sto chiedendo come proseguire. Intanto ho aperto la porta a nuovi piaceri, meno legati all'emergenza". Impegnata in seminari nei quali spiega come e perché sostenere un'idea con forza e cura può costituire una svolta concreta, Pucci nel proprio orizzonte professionale al momento si interfaccia principalmente con le donne: "Quando ho pensato alla parola appassionate mi riferivo a storie, ad anime. In realtà però sono seguita principalmente da donne perché la loro urgenza sta fiorendo", racconta, "le donne hanno necessità di autodeterminarsi e di creare mondi che rispecchino i loro criteri di senso, in cui il lavoro possa servire a esprimere la propria visione del mondo. Ecco perché stanno nascendo ovunque imprese femminili. Il XXI sarà il secolo delle donne".
   

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