Il Manzoni di Fois ci porta a 'Tex'

mille sorprese esplorando i sotteranei dei 'Promessi sposi'

(ANSA) - ROMA, 13 LUG - MARCELLO FOIS, ''RENZO, LUCIA E IO'' (ADD Editore, pp. 132 - 13,00 euro).
    ''Tizzone d'inferno!'' è motto distintivo di Kit Carson nei fumetti di Rino Albertarelli pubblicati da Bonelli assieme a ''Tex'' e viene direttamente dall'identica esclamazione di Renzo Tramaglino nel capitolo VII e di Agnese madre di Lucia nel capitolo XXIV dei ''Promessi sposi'' di Alessandro Manzoni.
    Basterebbe questo piccolo particolare per dirci quanto quel libro classico e fondamentale per la cultura italiana, che forse ci fanno leggere troppo presto a scuola, senza mostrarci appunto come sia divenuto pervasivo, sia un universo, sia un libro mondo, come lo chiama Marcello Fois, che in un centinaio di pagine ce ne dà una sua lettura ricchissima, sorprendente, piena di riferimenti e curiosità d'ogni tipo. Parla dei ''Promessi sposi'' come dei sotterranei di una città e bisogna andare a gironzolare nelle sue profondità per scoprire che ogni classico e fatto di tutti i classici precedenti e poi si dirama verso il futuro. Quello di Manzoni è un romanzo, secondo Fois, da cui è difficile prescindere, perché nasconde, imprigiona, contiene arte, musica, letteratura e quindi vita. E' popolare ed elitario, vero e verosimile, attraversato da Storia, storie e personaggi che sono diventati esemplari e proverbiali, compresi certi modi di dire, entrati nel parlato comune. L'entusiasmo dell'autore ci trascina come un torrente dentro la schiuma fresca di questo diario intimo/saggio rigoroso, ci tuffa direttamente nel Romanzo, scivolando sulle sue parole: un concentrato di felici intuizioni, di trovate analitiche, di brillanti approfondimenti e geniali riflessioni. E naturalmente, ci mancherebbe, anche di fantasie.
    Come si conviene a ogni classico che si rispetti, che va letto, ma anche visitato, esplorato, entrando nei suoi meandri con una torcia in mano, per illuminarne le parti nascoste come accade durante questa passeggiata esplorativa di Fois che si addentra, portandoci con sé e affascinandoci, nelle pieghe delle sue origini e dei suoi mutamenti: come in un complesso ''sistema circolatorio, si può individuare l'articolazione dalle fondamenta affascinanti, labirintiche… come le sinopie sotto gli affreschi''. E da questa tesi è tutto un andare per arti, le più diverse, per analogie, contrasti o accostamenti arditi: come Lucia Mondella ed Elena di Troia, come don Abbondio e Arpagone, passando dalla scultura classica e le contorsioni del Lacoonte per arrivare all'arte moderna e le Demoiselles d'Avignon di Picasso, senza dimenticare quanto arriva dalla complessità della ''Divina Commedia'', dal ''Decamerone'' o ''Il Mercante di Venezia'', fino al melodramma che celebra la sequela degli imbrogli: ''Il Matrimonio segreto'' di Cimarosa. Ma siamo solo agli inizi, perché gli attraversamenti esplorativi di Fois non si fermano qui: mentre tratteggiano a pennellate chiarissime molti dei personaggi riletti e rivisitati alla sua spumeggiante maniera - da Antonio Ferrer a Donna Prassede, a Bortolo, a Perpetua, fino alla candida e struggente Cecilia - ci svelano i segreti della recensione misteriosa o ci fanno scoprire frasi divenute celebri e entrate nell'uso comune nate dai Promessi Sposi, fino alle riflessioni sul finale del romanzo e sul dopo-romanzo, se così si può dire. Fois è abilissimo e rapido; ha una chiarezza colta e insieme popolare che sintetizza in poche densissime pagine - come potrebbe fare lo stesso Manzoni, se avesse avuto il dono della sintesi! - quel messaggio che fa di una lettura alta la possibilità di essere goduta a più livelli, da tutti, senza annoiare e senza mai invecchiare. Proprio come succede ai classici, ''opere non finite che si rifiniscono nel tempo'', che rifinisce il lettore.(ANSA).
   

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