Smeriglio, il tormentato "quieto vivere"

Esce il terzo romanzo del vicepresidente Regione Lazio

 (ANSA) - ROMA, 18 NOV - MASSIMILIANO SMERIGLIO, PER QUIETO VIVERE (FAZI, PP 221, EURO 16,00). Si è ispirato a fatti e vicende di cronaca Massimiliano Smeriglio per raccontare cosa stiamo diventando, soli e tormentati, in un romanzo che lascia poche speranze, 'Per quieto vivere', pubblicato da Fazi editore.
    "Sono un attento lettore delle cronache cittadine. Notizie, fake news, leggende metropolitane, sono tutte recuperate dalla realtà" spiega all'Ansa Smeriglio, docente universitario, giornalista, vicepresidente della Regione Lazio, autore di altri due romanzi e di saggi sul rapporto tra politica, istituzioni e società.
    Intrecciando passato e presente, le quasi trecento pagine del libro si muovono tra il 2015 e il giugno del 1944 in una storia tutta ambientata in un condominio di Roma piuttosto grande che è come un piccolo paese. Al centro il portiere del palazzo, figura assolutamente negativa. Nipote della portiera, fedele al regime fascista - che il 4 giugno 1944 si lanciò dal decimo piano del caseggiato, allora popolare, per evitare il linciaggio della folla dopo aver provocato, con le sue denunce, la condanna a morte di alcuni giovani partigiani - è un uomo che vive di odio, anaffettività e indifferenza. "Il senso di negatività in cui siamo immersi è rappresentato molto bene dal portiere. La logica del capro espiatorio, della non assunzione di responsabilità e dell'indifferenza sono elementi diffusi. Come il rancore e l'odio che scarichiamo su chi sta sul gradino più basso" sottolinea Smeriglio. Il portiere si muove proprio in un crescendo di ferocia che lo porta a scelte drammatiche che lui fa come se fossero naturali.
    Sotto lo sguardo morboso, misogino, di quest'uomo che ruba le vite degli altri, fotografa di nascosto gli inquilini, si sviluppano le vite dei condomini del palazzo. C'e' un giornalista colpito da una malattia degenerativa e suo figlio, un'anziana donna considerata pazza, un uomo che è spacciatore e padre premuroso e un altro indifferente alla morte del genitore.
    Tutte figure stanche, segnate dalla vita, tranne una: quella di un'adolescente enigmatica e solitaria, unico elemento positivo. "'Per quieto vivere' è un libro molto cupo ma ci sono piccoli spazi di speranza e a rappresentarli è questa ragazzina. E' l'unica persona in grado di fare qualcosa, invece di osservare agisce. Gli altri non hanno più la forza di contrapporsi e di dire la propria. Il giornalista, per esempio, è in grado di capire ma non fa nulla" racconta Smeriglio che nel libro alterna voci in prima e terza persona.
    In 'Per quieto vivere' viene mostrato soprattutto l'aspetto negativo dei social. "Non penso se ne possa fare a meno. E' uno strumento molto potente a cui siamo stati poco educati.
    Attacchi, offese, minacce sono frequenti e si trasformano i fatti in assenza dello sguardo dell'altro. Con un click si può rovinare una vita per sempre" afferma Smeriglio che non ha scritto un noir classico in cui il cattivo è un pò maledetto e affascinante ma un romanzo che non fa sconti alla nostra società.
   

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