Paul Beatty, LA afro vista da Hillside

Gunnar Kaufman è il protagonista del nuovo romanzo

 (ANSA) - MILANO, 03 NOV - PAUL BEATTY 'IL BLUES DEL RAGAZZO BIANCO' (FAZI EDITORE, PP. 335, EURO 18,50) "I capotribù e le regine che siedono in cima al vecchio monte Kilimangiaro mi hanno escluso dal loro testamento. Non mi hanno lasciato niente quei bastardi spilorci". E' la storia di Gunnar Kaufman, afroamericano che dalla tranquillità di Santa Monica si trova catapultato nel ghetto nero di Los Angeles, quella che racconta Paul Beatty, scrittore afroamericano che ha vinto anche il 'Men Booker Prize', lo scorso anno e con il precedente 'Lo schiavista'. Gunnar è cresciuto con i suoi 'complici di cospirazione nel terrorismo da spiaggia', tutti bianchi e le cui uniche preoccupazioni erano quelle di evitare le pattuglie di polizia durante una delle 'criminose' incursioni da ragazzini lungo la costa e tenersi alla larga dagli 'Ammazzamagnati Esclusivi Viziati Milionari di Brentwood'. Un'albero genealogico inculcato a forza dalla madre che lo recita quasi a memoria e quasi fosse la favola più naturale da raccontare e da far raccontare ai figli nelle relazioni a scuola, fino al capovolgimento totale di rotta di una vita da afroamericano che ancora non aveva testato l'ebbrezza dell'essere afroamericano.
    Basta una risposta sbagliata ad una proposta della madre per una vacanza in un campeggio per soli afroamericani. "Noooo! perché loro sono diversi". Basta questo alla mamma di Gunnar Kaufman per caricare tutti e tutto sulla macchina e trasferirsi in un attimo ad Hillside, dove "i vicini ti salutano con un insulto e il pestaggio è sempre dietro l'angolo". "Sei il primo in assoluto. Non è arrivato neanche il preside. Hai problemi a casa?" sono le prime parole rivolte a Gunnar dal custode della nuova scuola, dove lui sembra essere stato precipitato da un altro pianeta, un pianeta chiamato Santa Monica, che, evidentemente, rispetto ad Hillside è alloggiato in un'altra galassia ad anni luce da lì. I capitoli di 'Il blues del ragazzo bianco' sono in parte numerati e in parte titolati, e quelli titolati riassumono il Beatty pensiero scandito lungo le oltre trecento pagine. C'è 'Studia meno che fai meglio' così come 'Resta nero e muori', racconti taglienti e sarcastici come il linguaggio dello scrittore statunitense, tra avventure in compagnia di personaggi chiamati Psycho Loco e Scuby il patito del jazz, Joe Shenanigans che prende la via di Brooklyn e sceglie una 'carriera' nella mafia locale, o anche Clark, che appena si trova qualche soldo tra le mani li usa per un'operazione chirurgica che gli cancella le impronte digitali, perché non si sa mai. In mezzo, il sesso, il crimine, le note del jazz e del blues ma anche quella della musica 'nera', il basket, ovviamente, attraverso gli episodi surreali nei quali Gunnar e il suo circolo di 'eletti' alla vita di periferia losangelina si trovano coinvolti nell'arco di tutto il romanzo.
   

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