Rovelli, lezione di fisica sul tempo

Viaggio che sembra un fantasy, tra Pirandello e Einstein

(di Paolo Petroni) (ANSA) - ROMA, 17 LUG - CARLO ROVELLI, ''L'ORDINE DEL TEMPO'' (ADELPHI, pp. 208 - 14,00 euro). In questo anno in cui si celebrano i 150 anni dalla nascita di Pirandello questo libro di un fisico di fama internazionale come Carlo Rovelli (ben noto al pubblico per lo straordinario successo di ''Sette brevi lezioni di fisica'' con la sua chiarezza divulgativa e di scrittura non senza un filo di ironica coscienza) appare quasi esemplare nel finire per scardinare ancora una volta quel rapporto tra oggettività e soggettività, tra apparire e essere, tra forma apparente e vita, e essenza delle cose del mondo, dell'universo, che la fisica indaga senza preconcetti. Basterebbero le righe iniziali in cui ricorda come ''la terra che sembra piatta in realtà sia una sfera; il sole che sembra roteare nel cielo, invece siamo noi a girare'' per avvisarci subito che la struttura del tempo non è quel continuum che scorre tra passato, presente e futuro come sembra a noi e che lui lo scoprì all'università, con stupore: anche il tempo funziona diversamente da come ci appare e come funzioni davvero ancora non lo sappiamo, pur avendo Rovelli dedicato la sua vita di scienziato a indagarlo, a cercare di capirlo.
    Se Einstein, che qui incontriamo spesso grazie alla sua teoria della relatività legata al rapporto spazio/tempo, dopo aver assistito a una recita in America dei ''Sei personaggi in cerca d'autore'' andò in camerino dicendo a Pirandello ''noi siamo parenti'', lo stesso potrebbe dire Rovelli che lavora, naturalmente, alla fisica post newtoniana, nelle cui equazioni era sempre presente il tempo, che oggi è scomparso da tutte le equazioni fondamentali. Passato e futuro non si oppongono più come si pensava e a dileguarsi, per la fisica quantistica, è proprio ciò che i più credono sia l'unico dato sicuro: il presente. Qualcuno potrebbe leggere queste pagine come una storia fantasy, tante saranno le sorprese e gli spiazzamenti per il lettore comune, ma qui tutto c'entra, dalla logica alla verifica sperimentale, tranne che la magia e il soprannaturale. Così cerchiamo di capire come il passato, con i suoi segni, esista, ma solo perché qualcosa si è arrestato, ha smesso di muoversi con un processo irreversibile che ha degradato l'energia in calore. Per questo nel nostro mondo tutto si scalda, dal computer al nostro corpo, dalle meteore alla penna col suo attrito sulla carta: ''in un mondo senza calore, tutto rimbalza via elastico e nulla lascia traccia di sé''. Questo in un divenire cosmico ''che è un graduale processo di disordine'', un continuo rimescolamento attraverso il quale il disordine dilaga: ''quello che fa accadere gli eventi del mondo, che ne scrive la storia, è l'irresistibile mescolarsi di tutte le cose....
    l'universo intero è come una montagna che crolla pian piano''.
    Bastino queste poche cose, questi pochissimi segni a coinvolgere e incuriosire, ché il discorso di Rovelli non è semplicissimo, ma lui porta il lettore che ne abbia voglia per mano a non perdersi, e ne rimarrà affascinato sino alla pagina finale in bilico... tra dolore e canto.(ANSA).
   

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