La prima biografia dell'autore di Stoner

In anteprima mondiale ritratto di John Williams e un dossier


    (ANSA) - ROMA, 16 NOV - CHARLES J. SHIELDS, 'L'UOMO CHE SCRISSE IL ROMANZO PERFETTO' (PP 323, EURO 18,50) E 'LA SAGGEZZA DI STONER' (FAZI, PP 132, EURO 16,00), A CURA DI BARBARA CARNEVALI. Scrittore bestseller a oltre vent'anni dalla morte, autore di un romanzo a cui negli anni Sessanta si pensava fosse "impossibile trovare un editore", con protagonista un "personaggio incolore" che mezzo secolo dopo ha conquistato invece un enorme pubblico internazionale. Ma chi era John E.
    Williams e cosa significa il suo postumo "riscatto glorioso"? Cosa hanno visto i lettori degli anni Duemila nel suo 'Stoner' rilanciato nel 2006 dalla New York Review Books? Per farci scoprire più a fondo il mondo dello scrittore, nato nel 1922 nel nord-est del Texas, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, gran bevitore, arriva per Fazi editore, in anteprima mondiale, la prima biografia di John Edward Williams, 'L'uomo che scrisse il romanzo perfetto' di Charles J. Shields, oltre alla raccolta 'La saggezza di Stoner' di brevi saggi critici e ad una nuova edizione di 'Stoner' che finora in Italia ha venduto 200 mila copie. Un imperdibile pacchetto di tre volumi per i fan, e non solo, dell'autore di 'Stoner' morto a 72 anni, il 3 marzo 1994 per insufficienza respiratoria. "Non avrei mai immaginato di vivere così a lungo" disse alla quarta e ultima moglie Nancy Gardner lo scrittore poco prima di andarsene per sempre.
    Di estrazione contadina, docente di Letteratura all'Università di Denver, Williams era un professore che tutta la vita aveva lottato per "essere preso sul serio come artista" come fa notare la curatrice delle sua carte, Anne Marie Candido ripensando a un ritratto di John a poco più di vent'anni. Mezzo secolo dopo si trova davanti invece un uomo "con il volto riempito di rughe, testimonianza di una vita piena, vissuta" tanto da farle dire che "a volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita". Tutti episodi che ricorda Shields nell'introduzione alla sua meticolosa biografia 'L'uomo che scrisse il romanzo perfetto'. Già autore delle biografie di Harper Lee e Kurt Vonnegut, Shields - in questi giorni in Italia con il libro che ha dedicato a Williams e che presenterà, dopo Torino, a Milano il 17 e 18 novembre, in occasione di Bookcity, e il 19 novembre a Roma - ripercorre tra luci e ombre la vita dello scrittore diventato un caso internazionale e ormai considerato di culto ponendo l'accento sulle similitudini e differenze con il suo alter ego. Ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore e si accontenta di una vita mediocre accettando tutto ciò che accade, Stoner è infelice come Williams ma è accomodante e comprensivo mentre lo scrittore ha un carattere difficile e una spiccata propensione agli alcolici. Autore anche dei romanzi 'Nulla, solo la notte', 'Butcher's Crossing e Augustus (con cui vinse ex aequo il National Book Award nel 1973) e di raccolte di poesie come The Broken Landscape, Williams aveva soprattutto l'ossessione di essere considerato veramente un artista. Ma le stroncature che aveva ricevuto per Stoner, rifiutato da sei editori prima della pubblicazione senza grande successo di Viking Press nel 1965, lo portarono a dire a Nancy: "è inutile che scriva romanzi".
    Diverse chiavi di lettura vengono da 'La saggezza di Stoner', dossier speciale all'interno della rivista 'WestEnd' che tiene viva l'eredità della Scuola di Francoforte, pubblicato da Fazi, a cura di Barbara Carnevali, docente di filosofia all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, con i contributi di Axel Honneth, Eva Illouz, Julika Griem e Frieder Vogelmann, in cui viene affrontata anche la questione etica. Quando uscì Stoner, nel 1965, era "l'anno dei primi bombardamenti in Vietnam, dell'assassinio di Malcolm X, della prima passeggiata nello spazio..." ci ricorda la Carnevali sottolineando che in contrasto con questo Williams raccontava in Stoner una "piccola storia privata", una "ordinary life" in cui non succede nulla di "esteriormente rilevante". Ma più di tutto valgono forse le parole di Williams che in un'intervista concessa negli ultimi anni parlò del suo Stoner come di un "vero eroe".
   

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