Ackerman, la guerra con occhi afghani

In Italia l'autore di 'Prima che torni la pioggia'

    (ANSA) - ROMA, 16 MAR - ELLIOT ACKERMAN, PRIMA CHE TORNI LA PIOGGIA (LONGANESI, PP 313, EURO 16,90). Empatia. E' questa la parola chiave di 'Prima che torni la pioggia', il primo romanzo dell'americano Elliot Ackerman che racconta la guerra in Afghanistan, durante l'invasione statunitense, dal punto di vista di un ragazzino afghano, Aziz, di etnia pashtun, rimasto orfano da piccolo. Di lui si prende cura per alcuni anni il fratello maggiore Alì che poi rimane gravemente ferito dall'esplosione di una bomba. "Ho voluto raccontare la storia con i loro occhi perchè erano loro i miei amici e poi perchè non era mai stata data voce alla guerra dal loro punto di vista in generale. Anche se ci sono delle differenze siamo tutti esseri umani, abbiamo tanti punti di contatto e possibilità di comprenderci" dice all'ANSA Ackerman, giornalista e scrittore dopo essersi arruolato a poco più di vent'anni, aver combattuto in Afghanistan e Iraq, aver ricevuto diverse medaglie al valore ed essere stato decorato per la seconda battaglia di Falluja.

    Trentasei anni, figlio di un uomo d'affari newyorchese e della scrittrice Joanne Leedom-Ackerman, progressisti e anti-Vietnam, lo scrittore è atteso sabato 19 marzo a 'Libri Come', la festa del libro e della lettura all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove con Giuseppe Catozzella parlerà di 'Città in guerra', lui che ha scelto di raccontare i conflitti dal lato umano che ci accomuna.

    "Questo romanzo è stata - spiega - una sorta di esplorazione di un altro mondo. Noi condividiamo le stesse sensazioni. Ho utilizzato l'empatia per assumere questo sguardo e in fondo è questo quello che fanno gli scrittori". Certo, la sua esperienza personale, è stata utile: "ho combattuto - dice lo scrittore - tante diverse guerre in Afghanistan. Ho attraversato tanti luoghi ma la dinamica era sempre la stessa. Questa storia ha un respiro universale".

    Salutato dalla critica americana come uno dei migliori war novel degli ultimi dieci anni, sostenuto da Khaled Hosseini, Azar Nafisi e apprezzato da Roberto Saviano, 'Prima che torni la pioggia' ('Green on Blue' è il titolo originale che rimanda agli attacchi afghani contro la Nato), pubblicato in Italia da Longanesi nella traduzione di Elisa Banfi, è lirico parlando dell'orrore della guerra e rimanda a valori assoluti come in una tragedia greca, dove al centro troviamo sempre l'amore.

    Quell'amore che si respira nella famiglia povera di Aziz e quello che unisce i due fratelli spingendo il più piccolo ad andare anche contro se stesso. Quando Alì è in ospedale Aziz incontra un compatriota con l'uniforme dell'esercito statunitense e scopre l'esistenza di un commando afghano alleato a quelli che ha sempre considerato nemici, lo Special Lashkar, e si unisce a loro per dare al fratello una vita degna. "Il confine tra amico e nemico è cruciale e ci si rende conto che si finisce ad avere sempre più in comune con i propri nemici che con le persone che si vanno a difendere, cioè i propri concittadini che non hanno combattuto" sottolinea lo scrittore.

    Viviamo in uno scenario di "guerra continua. Non esiste più un conflitto con un inizio, una parte centrale e una fine. C'e' una guerra costante che viene continuamente alimentata. Ora negli Stati Uniti è molto semplice decidere di andare in guerra: viene combattuta da militari volontari, i cittadini non pagano le tasse perchè i conflitti vengono finanziati con il debito e quindi i cittadini americani possono non pensarci, non sono mai coinvolti direttamente. La società è molto più compromessa" dice lo scrittore.

    E l'Isis "non è nulla di nuovo. Dai mujahidin afghani a Osama Bin Laden a Al Qaeda si arriva qui. Ma ora l'Isis ha una crisi esistenziale di più ampio respiro: sta cercando di capire quale sarà il ruolo della frangia più radicale in futuro" dice Ackerman.

    L'orrore ma anche l'amore: "molto spesso nella guerra c'è l'espressione più orribile dell'essere umano ma ci sono anche i comportamenti più nobili che alimentano il coraggio, il sacrificio. Aziz che compromette se stesso per amore del fratello è un esempio di questo" afferma Ackerman che da due anni vive a Istanbul con la moglie e i due figli. "Mi sono trasferito a Istanbul - racconta - perchè il mio prossimo romanzo è ambientato nel confine turco-siriano. E' una storia d'amore che uscirà in Usa a gennaio 2017".   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA