Clara Sanchez, l'adolescenza non finisce mai

Autrice bestseller in Italia con 'La meraviglia degli anni imperfetti'

 (ANSA) - ROMA, 2 MAR - CLARA SANCHEZ, LA MERAVIGLIA DEGLI ANNI IMPERFETTI (GARZANTI, PP 224, EURO 17,60). Cambiare, crescere, accettare che non esistono verità assolute, eppure in fondo restare sempre adolescenti. Clara Sánchez, l'autrice bestseller de 'Il profumo delle foglie di limone', ci dice questo nel suo nuovo romanzo 'La meraviglia degli anni imperfetti' che è venuta a presentare in Italia, paese che ama, dove ha venduto con i suoi libri un milione e mezzo di copie.
"Credo - dice la scrittrice all'ANSA - che l'adolescenza non finisca mai. Ho scoperto in me stessa che, con sfumature diverse, continuo a portarmi dentro le insicurezze e paure di allora. Continuo a trasformarmi come succede ad un adolescente".

Pubblicato da Garzanti nella traduzione di Enrica Budetta, il nuovo romanzo è la storia di Fran, 16 anni, che vive in un piccolo sobborgo di Madrid con una madre che non si prende molto cura di lui. Passa le sue giornate con l'amico Eduardo, chiamato Edu, e con la sorella del ragazzo, Tania, della quale è innamorato. "L'adolescente - sottolinea la scrittrice - è per sua natura solo. Soffre in solitudine le trasformazioni del suo corpo e della sua mente. Per questo gli amici e la compagnia sono molto importanti per lui. Sapere di far parte di una tribù, di essere come gli altri, aiuta a infrangere questo muro di solitudine". E poi, "gli adolescenti dipendono dai genitori, dai docenti, non hanno una loro indipendenza definita. Si sentono, in un certo senso, come gli adulti nei confronti delle istituzioni e dei poteri forti che li trattano come se fossero, appunto, adolescenti" continua l'autrice spagnola che ha aperto il suo minitour italiano a Milano per concluderlo - dopo le prossime tappe a Novara, Bologna e Ravenna - il 5 marzo a Roma e Napoli. "Approfitto di qualsiasi occasione mi si presenti per venire in questo paese che adoro" dice. 

Il ritratto degli adulti non è ne 'La meraviglia degli anni imperfetti' tra i più confortanti. La madre di Fran, tra amanti più giovani di lei e droghe, "è più persa e disorientata - racconta - del figlio". Anche la situazione della famiglia benestante di Eduardo e Tania, che frequentano a differenza di Fran, scuole e ambienti esclusivi, non è così dorata come sembra. "Gli altri - spiega la Sanchez - sono uno specchio in cui vederci. Nessuno di noi è ciò che è in termini assoluti. Siamo una cosa o l'altra nel confronto con gli altri". Unica scrittrice ad aver vinto i tre più importanti premi letterari spagnoli: l'Alfaguara nel 2000, il Nadal nel 2010 e il Planeta nel 2013 con 'Le cose che sai di me', la Sanchez come sempre mette un pò di mistero e suspence in tutti i suoi libri.  In questo caso ci troviamo a fare i conti con una chiave misteriosa che Edu consegna a Fran per custodirla in segreto, pochi giorni prima di scomparire. "La chiave - dice la scrittrice - è il regalo che abbiamo bisogno di ricevere dagli altri per rompere il guscio del nostro piccolo mondo e uscire all'esterno. Non sempre ci viene offerta e anche quando accade spesso non ce ne rendiamo conto perchè siamo ripiegati in noi stessi. Il giallo, il mistero sono un riflesso della vita, di come la percepisco. C'e' sempre qualcosa da scoprire dietro le apparenze".

Fran capisce presto che vivere non è un gioco da ragazzi, soprattutto quando perde il suo amore Tania che all'improvviso si sposa con un oscuro personaggio del passato. Una cosa che trasformerà anche l'esistenza di Edu e i suoi rapporti con gli altri.
 "Tutti i personaggi - spiega - sono accomunati dal bisogno di amore" così come lo sono, nella loro diversità, tutti i libri della Sanchez. "E' vero perchè tutti i personaggi dei miei romanzi sono disorientati, gli manca la terra sotto i piedi e non capiscono qual è la cosa di cui sentono la mancanza". Romanzo sulla forza e il coraggio di un adolescente, 'La meraviglia degli anni imperfetti' è anche un libro sulla capacità di non perdere la voglia di scoprire: "che non vuol dire - conclude l'autrice - fare esperienze estreme, vuol dire non far tacere il cuore, non essere indifferenti".(ANSA).
   

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