Muriel Barbery nel mondo degli elfi

Il nuovo romanzo dell'autrice de 'L'eleganza del riccio'

(ANSA) - ROMA, 06 FEB - MURIEL BARBERY, VITA DEGLI ELFI (E/O, PP 249, EURO 18). Realistico, fantastico. Il nuovo atteso romanzo di Muriel Barbery è un tuffo nella natura e nel regno del soprannaturale. A 9 anni dal bestseller 'L'eleganza del riccio' la scrittrice francese ci porta in una dimensione magica attraverso la 'Vita degli elfi', creature misteriose e per nulla innocue che abitano il mondo delle brume dove come sulla Terra le forze che vogliono riportare l'armonia combattono contro quelle che vogliono distruggerla.

Accolto da ampi consensi in Francia, pubblicato in Italia dalle Edizioni E/O, nella traduzione di Alberto Bracci Testasecca, questo romanzo-favola è ambientato tra Roma, l'Abruzzo e la Borgogna. A rendere possibile l'unione degli umani con il mondo soprannaturale sono due bambine dotate di speciali talenti: Clara dalle "mani sottili e graziose", cresciuta fra le montagne abruzzesi, senza genitori, è un'abile suonatrice di piano e coltiverà le sue doti musicali a Roma arrivando a sentire le storie nascoste tra le note degli spartiti. Maria dagli occhi come due "ossidiane scintillanti", anche lei orfana, è cresciuta fra gli alberi in un villaggio contadino della Borgogna, conosce i segreti delle piante officinali e sente le onde emesse dagli esseri che la circondano. Come quando nella bruma avverte la presenza "di un essere invisibile che sentiva amico e soprannaturale" che ha le sembianze di un bel cavallo bianco con il mantello. Le piccole comunicano entrambe con questi strani esseri, gli elfi appunto e nella distanza percepiscono l'una la vita dell'altra. 

Con un linguaggio poetico, la Barbery - che dopo aver vissuto a Kyoto, Amsterdam e Parigi è tornata in Francia ed abita in campagna - racconta la lotta fra le forze del bene e del male in mondi paralleli.
Attorno alle due ragazzine si muovono una serie di particolari figure come la minuta zietta Angele dalla "volontà più coriacea di una carica di cinghiali" o il maestro di pianoforte Gustavo Acciavatti con il suo strano segretario Petrus dai capelli rossi. Ad un'umanità in preda a guerra, odio e violenza l'invito è a non scordarsi di amare e a non avere paura. Ma 'Vita degli elfi' e' soprattutto una riflessione sul potere dell'arte, della poesia e dell'immaginazione che può riportare alla dimensione dell'incanto perduto. Muri e scissioni, ci ricorda la Barbery, hanno sempre "portato grandi mali".

 E le avventure di Clara e Maria che avvicinano mondi apparentemente inconciliabili ma nell'antichità uniti, continueranno. 'Vita degli elfi' è il primo di due volumi su queste due ragazzine che sanno comunicare con quel mondo parallelo degli elfi da cui potrebbe venire la nostra salvezza. (ANSA).
   

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