Nemo e Stregatto, scienziati in incognito

Coero Borga e le meraviglie delle fiabe in chiave scientifica

    DAVIDE COERO BORGA, SCIENZA DELLA FANTASIA (Codice Edizioni, pp.253, 21 Euro). E se vi dicessero che Cenerentola è una scienziata col camice bianco, che lo Stregatto è bravissimo nella fisica quantistica e che Nemo è un ingegnere eccezionale ci credereste? Dovreste farlo, perché "la scienza è dinamite per le storie". Ne è convinto Davide Coero Borga, autore del libro Scienza della fantasia (Codice Edizioni), nel quale il mondo delle fiabe rivela delle sorprese incredibili proprio perché riletto in chiave scientifica. Gli ingredienti per appassionare ci sono tutti, perché questa volta il lettore può vedere belle addormentate e principi, mele avvelenate e castelli incantati, bacchette magiche e lupi cattivi come non li ha mai visti. "La scienza ha offerto alle storie strumenti mirabolanti, a volte anticipando il futuro", spiega all'ANSA l'autore, "ci ha fatto scoprire i razzi per raggiungere la Luna, la macchina del tempo, la chimica per i filtri d'amore e una accurata tassonomia per animali fantastici che sembrano realmente esistiti". Prima di scrivere questa intelligentissima incursione nel mondo della fantasia, a cavallo tra la saggistica scientifica e quella letteraria, Coero Borga si è accuratamente documentato, ovviamente andando a rileggere le fiabe più famose in versione originale: "Se da un lato queste favole sono servite a veicolare storie difficili da raccontare ai più piccoli, dall'altro sono custodi di un vocabolario di tecnologia e conoscenza che altrimenti andrebbe perduto". "Penso ai cuochi e agli stallieri - prosegue - ai muratori e ai fabbri, a tutto quel mondo di mestieri e professionalità che costituisce un patrimonio incredibilmente entrato nel bagaglio culturale dei bambini, sebbene questi non ne abbiano esperienza". Convinto sostenitore della scienza come "parte di ogni aspetto della nostra vita", ammette tuttavia che "è curioso trovarla nella fantasia". Eppure, non è una contraddizione parlare di Scienza della fantasia: "Ce lo ha insegnato Gianni Rodari, che nel suo libro Grammatica della fantasia ha introdotto il concetto di binomio fantastico, ossia di un accostamento insolito tra due termini per dar vita alle storie", spiega. E, proprio ispirandosi ai grandi narratori, in ogni capitolo ("sono 25 finestre aperte su un mondo fantastico", dice) l'autore raccoglie i più classici topoi della letteratura fiabesca e li guarda con occhio scientifico: da lì nascono una serie di collegamenti interdisciplinari, che mescolano epoche e materie diverse, e che mettono in contatto personaggi lontani tra loro. Nessuna sorpresa quindi se Pedro Almodovar si troverà accanto a Hans Christian Andersen, Tristano e Isotta vicino a Umberto Eco, o ancora Topolino con Bill Clinton. Difficile in quest'ottica immaginare il lettore a cui destinare questa interessante opera: sarà più adatto un pubblico di grandi o di piccini? "Ho scritto questo libro divertendomi: c'era la passione dietro i miei polpastrelli mentre scrivevo sulla tastiera, e ho cercato di restituire il linguaggio accattivante e simpatico delle fiabe", afferma, "ma l'ho scritto pensando agli adulti: mi piace pensare che i papà e le mamme, dopo averlo letto, provino a raccontarlo ai loro bambini". Come un ulteriore ponte per raggiungere lidi fantastici, correda il libro una serie di illustrazioni, realizzate dall'artista Ester Chilese: "I disegni rendono il libro più divertente, ed esprimono i tanti significati che ho declinato nel testo", afferma, "l'autrice ha fatto un lavoro straordinario: ha realizzato 25 quadri, una piccola pinacoteca surrealista che racconta cose invisibili".
   

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