Madri, il coraggio dell’imperfezione

Myrta Merlino racconta l’amore più forte di tutti

   (ANSA) - ROMA, 3 feb - MYRTA MERLINO, MADRI. PERCHÉ SARANNO LORO A CAMBIARE IL NOSTRO PAESE (Rizzoli, pp.192, 17 Euro).
    "Sono una grande avventura le madri. Le donne sono imprevedibili, romanzesche, pronte a tutto. E fanno cose eccezionali, impensabili". Non c'è spazio per gli uomini nell'ultimo libro di Myrta Merlino, Madri (Rizzoli), che mette a nudo la maternità dei tempi moderni. L'assenza dell'universo maschile, di cui arrivano tra le pagine solo echi lontani, non deve però indurre a pensare che gli uomini non dovrebbero leggerlo. Più che di un monumento a un concetto ideale, si tratta infatti di un tributo all'essere madri e a cosa significhi esserlo oggi: una sorta di fotografia della realtà attraverso alcune "lezioni di maternità". Merlino sceglie accuratamente le storie da raccontare tra quelle che, avendo colpito lei prima di tutto, probabilmente sapranno "parlare" anche al pubblico. "Fare la mamma è un lungo viaggio, mi trovo a pensare, e la valigia deve essere preparata per bene, pronta per destinazioni di dolore che non avremmo mai voluto né potuto immaginare", spiega l'autrice, affermando che, madri o no, tutte le donne trovano un modo per esprimere la propria, "personalissima" maternità. E allora, ecco Toya, che nella rabbia afroamericana di Baltimora, è scesa in strada per impedire a suo figlio a suon di schiaffi di cacciarsi nei guai con la polizia, oppure Cecilia che lotta contro uno Stato intero, il Messico, per fare luce sull'assurda morte di suo figlio mai più tornato da un viaggio; c'è anche una politica di razza come Emma (Bonino, ndr), che invece madre non ha mai voluto esserlo, se non di grandi battaglie di civiltà; e poi c'è Martina, con la sua storia di acido, sadismo e violenza, che ha appena partorito il suo piccolo Achille ma che forse non potrà crescerlo. Specchio di tutte le mamme, le donne del libro sono anime imperfette che sbagliano per troppo amore o per stanchezza, sono leonesse disposte a tutto, anche a sopportare l'insopportabile morte di un figlio, sono narcisiste o possessive, con il senso di onnipotenza o malate di inadeguatezza. In fondo il mondo ci offre un esercito di madri diversissime tra loro, che ogni giorno lottano per tenere insieme la propria famiglia o che si arrendono, ma che in ogni caso hanno su di sé la pesante responsabilità di costruire il futuro allevando gli uomini di domani. Il libro le racconta con una grande dote, la sincerità: l'autrice, tre volte mamma, mentre scrive di storie esemplari, in realtà guarda se stessa e la propria maternità, inducendo tutte le sue lettrici a fare altrettanto. Lo sguardo è quello di una cronista empatica, che coinvolge gli altri perché partecipa lei stessa in prima persona. Proprio per questa ricerca dell'autentico, al di là di ogni retorica sull'essere madre, il libro di fatto si rivolge a tutti, perché banalmente, se anche non si è madri, tutti ne hanno avuta una. Ed è nel sostegno all'amore di una madre che, davvero, si deve investire con coraggio, fiducia e impegno: perché da lì dipende la strada che, attraverso i suoi cittadini, prenderà il nostro Paese.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA