Gogol’ incontra Altan

Preziosa edizione de Il Naso e Il Cappotto, tra parole e disegni

   (ANSA) - ROMA, 24 DIC - NICOLAJ GOGOL', IL NASO - IL CAPPOTTO, ILLUSTRAZIONI DI ALTAN (RIZZOLI, pp.184, 14.50 Euro).
    Non è una lettura nuova, eppure riesce sempre a esserlo. E quella Russia ottocentesca, con le sue meschinità, le fragilità e le stranezze, sembra una terra comune a tutti noi, al di là delle epoche. Questa magia che travalica tempi e stili è possibile solo nei libri, ma di certo non in tutti: in questo caso può accadere perché stiamo parlando della mirabile prosa di Nicolaj Gogol', nelle indimenticabili pagine de Il naso e Il cappotto, riproposte in versione deluxe da Rizzoli, in un volume che presenta come valore aggiunto i disegni di Altan a corredo delle parole. Un felice ritorno per chi li ha già letti, una preziosa scoperta per chi non li conosce, i due racconti rappresentano comunque un'esperienza da non perdere: questa volta ancora di più, perché i disegni di Altan riescono a rendere visivamente la ricchezza espressiva della scrittura gogoliana, raccontandone con tratti decisi e colori vivaci la capacità di suscitare il grottesco e il mistero, il riso e il pianto. Ecco stagliarsi nelle loro vesti immortali i protagonisti delle storie, buffi e tragici, e sempre così inadeguati: c'è Kovaljov, con il suo naso birichino che una bella mattina è sparito, e Akakievic, con il suo cappotto nuovo che poi gli verrà rubato. Irreali, ma del tutto veri, mezzi uomini o forse antieroi, persone inutili o magari più necessarie di tante altre, tristemente soli e rabbiosamente passivi perché traditi nelle loro speranze, i due caratteri hanno in sé l'elemento dell'universalità: il lettore li osserva, può partecipare alle loro vicende o tenersi a debita distanza, può deriderli e biasimarli o provare pena, simpatia e affetto nei loro confronti. Quello che è certo è che troverà molto di se stesso in ogni singola sfumatura dei due personaggi. Semplicemente perché questo è il merito della grande letteratura, grandissima nel caso specifico. Se è vero che tanti scrittori sono in debito con il maestro russo, precursore del realismo magico ("siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol'", diceva Dostoevskij), lo sono di certo anche i lettori. In gioco ci sono questioni importanti, come il potere, l'identità, il senso stesso dell'esistenza. E Altan non manca di tradurli nel suo linguaggio: esiste infatti una speciale corrispondenza tra la scrittura immaginifica di Gogol' e il tratto poetico e corrosivo del vignettista. Una relazione che si gioca tutta sul piano dell'espressività: da un lato la lingua (resa ancora più viva dall'egregia traduzione di Tommaso Landolfi), dall'altro i disegni, a costruire insieme un unico, multiforme racconto che rimanda all'uomo e alla sua natura contraddittoria. In questa operazione culturale particolarmente riuscita il lettore avrà la possibilità di fruire, in un solo colpo d'occhio, di due visioni alternative eppure complementari. Da non perdere infine, per avere un quadro ancora più completo, le letture critiche in chiusura, che rendono il volume ancora più ricco e interessante.(ANSA).
   

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