Regalo le stelle, vita da neurochirurgo

Nei ricordi di Giulio Maira la storia di incontri straordinari

(ANSA) - ROMA, 30 NOV - GIULIO MAIRA, ''TI REGALO LE STELLE'' (Sedizioni, Diego Dejaco Editore, 191 PAG., 20 EURO) I ricordi della vita del chirurgo che ha operato presidenti e artisti, ma anche migliaia di malati di ogni eta'. E' il racconto di straordinari incontri scientifici e umani quello contenuto nel libro ''Ti regalo le stelle'' del neurochirurgo Giulio Maira. Oscar Luigi Scalfaro, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga sono stati alcuni dei pazienti, solo quelli fra i piu' noti. Ma Maira ricorda con anche e soprattutto i giovani malati, ragazzi che hanno combattuto contro gravissimi tumori cerebrali, famiglie composte e coraggiose. ''Anni fa sono stato da Madre Teresa di Calcutta, e ho visto molta sofferenza. Ma con gli anni mi sono reso conto che Calcutta e' nelle case di chiunque si ammali di una malattia grave. Calcutta e' anche a Roma; il dolore e' uguale dappertutto''. E' centrale nel libro il capitolo dei Due Papi Santi, quello dedicato alla giornata di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, dedicato al ricordo di quest'ultimo che si conclude con la notte della sua morte. Il racconta di avere camminato a lungo in Piazza San Pietro, assieme ad altre migliaia di persone nell'assoluto silenzio di quella notte. Senza sapere che in quella piazza c'era anche Carla Vittoria, la donna che sarebbe poi diventata sua moglie alcune anni dopo. Neurochirurgo dell'Istituto Clinico Humanitas di Milano e Neurochirurgo dello Stato Città del Vaticano, per molti anni ha operato e insegnato al Policlinico Gemelli di Roma, ha effettuato oltre 13.500 interventi come primo operatore ed è autore di 327 pubblicazioni scientifiche. Nel 2001, per dare maggiore impulso alla ricerca scientifica, ha fondato Atena Onlus, una fondazione impegnata a promuovere la ricerca nel campo delle Neuroscienze. Gli sono stati conferiti molti premi e onorificenze, tra cui, nel 2006, la più importante, quella di Cavaliere di Gran Croce. ''Per lui mettere la propria scienza a servizio dell'altro è dovere ma anche consolazione. Ciò emerge nei mille incontri con personaggi diversi, statisti, artisti, le suore di madre Teresa a Calcutta e soprattutto i pazienti, con i quali come con parenti stretti, si condividono gioie e dolori''. ''In Giulio c'è come un continuo ringraziamento, per quello che vede, per quello che legge, per quello che fa, un 'cantico delle creature' che sorge spontaneo dalla sua anima, scrive affettuosamente nella prefazione, Lamberto Maffei, presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei. 

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