Roma Kaputt Mundi, torna Ben Pastor

1944, Martin Bora indaga su tre omicidi nella città occupata

(ANSA) - ROMA, 20 OTT - BEN PASTOR, KAPUTT MUNDI (SELLERIO, pp. 568 - euro 15,00) Tre delitti enigmatici nella Roma del 1944, che vive i giorni più drammatici dell'occupazione nazifascista. Personaggi realmente esistiti nelle pagine sanguinose di quei giorni - Kappler, Kesselring, monsignor Montini, il questore Caruso - si muovono in una città-palude, dalle atmosfere opprimenti. Ma come sempre nelle opere di Ben Pastor - italiana trapiantata negli Stati Uniti, docente universitaria e saggista, appassionata di storia, archeologia e psicologia - la trama 'gialla' si accompagna a una indagine più profonda, tra le ferite della storia e degli esseri umani, in una Roma offesa da violenze materiali e morali che rischiano di trasformare la culla della civiltà nel simbolo della sua distruzione. Da Caput Mundi a Kaputt Mundi, appunto.
    Le vittime sono una segretaria dell'ambasciata tedesca dalle ambigue frequentazioni, una nobildonna capitolina trovata cadavere sulla scena di un incontro amoroso, un cardinale della Santa Sede, silente oppositore del Reich. A investigare sui delitti c'è il personaggio più noto e amato dell'autrice: Martin Bora, l'ufficiale detective della Wehrmacht, dilaniato tra la fedeltà alla patria tedesca e la repulsione per gli orrori del nazismo.
    Elegante, aristocratico, tormentato, Bora in questo romanzo vive anche un inatteso dramma personale legato al difficile rapporto a distanza con la sensuale moglie Dikta. Le sofferenze, compresa la perdita di una mano, lo rendono eroe profondamente umano, coraggioso ma vulnerabile. Da giovane è stato a Roma, ama la città e la sua cultura, soffre per gli abusi perpetrati dai nazisti. Mentre infuria il ciclone della guerra, Martin vuole giustizia per le tre vittime degli omicidi: non potendo fermare la discesa nel caos - la fame, le cospirazioni, l'esplosione dell'odio - spende le sue energie per ristabilire almeno l'ordine violato da quelle morti. Al suo fianco, come già in "Luna Bugiarda", l'ispettore italiano Sandro Guidi, a sua volta impegnato in un difficile rapporto sentimentale con una sfuggente commessa.
    La tensione a Roma cresce, di settimana in settimana: gli Alleati risalgono la penisola, all'attentato di via Rasella segue la strage delle Fosse Ardeatine. Eventi che l'autrice ripercorre attraverso gli occhi dolenti di Bora e Guidi, in pagine di rara intensità che trasmettono tutto il dolore di una città - e della sua anima più autentica - sull'orlo dell'abisso.
    Malgrado mille ostacoli posti da 'amici' e 'nemici' gli omicidi verranno ovviamente risolti, non così i drammi personali e collettivi: la consapevolezza finale è che "i doni alla dignità dell'uomo sono disperati e costosi oltre ogni immaginazione".
    I romanzi di Ben Pastor affondano le radici nella tradizione del mystery, ma spaziano lungo confini narrativi molto più ampi, in cui il gioco degli specchi si intreccia con la passione per tutto ciò che è frontiera, chiaroscuro, linea d'ombra. "Come è vero per i confini naturali, cioè che esiste sempre una terra di nessuno, mi rendo pienamente conto - spiega Ben - di tutto ciò che vive e brulica tra due opposti: qui è il succo, la scintilla e il pungiglione abitano qui; ed è qui che come persona, scrittrice e studiosa preferisco passeggiare". (ANSA).
   

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