Christopher Mlalazi, La fuga di Rudo

Il dramma delle violenze interetniche nello Zimbabwe anni '80

   (ANSA) - ROMA, 7 APR - CHRISTOPHER MLALAZI, LA FUGA DI RUDO VERSO I MONTI PHEZULU (Terre di Libri, 178 pp, 9,50 euro). Rudo è una ragazza di 14 anni. La sua è la vita di una normale ragazza che vive in Zimbabwe: la scuola, la famiglia, le amiche, i piccoli e grandi segreti di un'adolescente che comincia a scoprire il mondo che la circonda. Ma un giorno come tanti, la sua routine quotidiana, e quella di un intero popolo, viene interrotta bruscamente e brutalmente. E' l'inizio del Gukurahundi, "la pioggia che spazza via le stoppie", il terribile episodio di violenza interetnica che nel 1987 portò al massacro di 20 mila civili di etnia Ndebele. Rudo racconta in prima persona - con una scrittura veloce che mescola l'ingenuità infantile con la tragedia - la scoperta dell'orrore, un orrore che - lei ingenua e ancora innocente ragazzina - non comprende fino in fondo: prima le amiche portate via nude e indifese dai militari che spera di rivedere non potendo immaginare neanche lontanamente il destino che le attende, poi la sua casa data alle fiamme, la brutale uccisione dei suoi familiari, compresa quella di suo padre. Scappa Rudo, insieme alla mamma di etnia shona e quindi risparmiata dal massacro, al cuginetto salvo per miracolo e ad una zia. Una fuga che sembra senza speranza, dettata solo dall'istinto di sopravvivenza. Le emozioni della 14enne si sovrappongono, si confondono, si rincorrono, si sostituiscono le une alle altre.
    C'è la paura del presente e del futuro, il terrore dell'ignoto, la disperazione per ciò che si è perso e per quello che non si avrà più, ma c'è anche la capacità di sorridere in un momento in cui per sorridere - teoricamente - non ci sarebbe spazio. Ma basta un gorgoglio felice del cuginetto di 5 mesi, ignaro del dramma che lo circonda, il calore del corpo materno o la scoperta di una fonte d'acqua a darle nuova speranza e nuova fiducia. Una storia che fa soffrire, ma allo stesso tempo affascina anche per l'ambientazione tra montagne spettacolari, cieli stellati e fiumi in pieno, si stampa nella mente di chi legge e avvicina a terre lontane, dimenticate. Terre di cui conosciamo poco, o forse niente. Terre che salgono all'onore delle cronache internazionali solo quando avvengono sciagure e tragedie.
    (ANSA).
   

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