Gli innamorati di Sylvia nell'era vittoriana

La casa editrice Jo March 'rispolvera' Elisabeth Gaskell

(ANSA) - ROMA, 1 MAR - ELIZABETH CLEGHORN GASKELL 'GLI INNAMORATI DI SYLVIA'. Un romanzo dalla scrittura antica quanto realistica ed evocativa che porta il lettore a immergersi e 'vivere' il quotidiano degli umili nell'era vittoriana in Inghilterra. Un'opera che lascia la mente sgombra dal nostro quotidiano tanto che, alzati gli occhi dal libro, ci si stupisce della mancanza intorno a sè di balenieri e timide, romantiche fanciulle inglesi sempre pronte ad arrossire.
 

'Gli innamorati di Sylvia', scritto da Elizabeth Cleghorn Gaskell nel 1863, è tradotto per la prima volta in Italia da Mara Barbuni e curato per le edizioni Jo March da Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci. La piccola casa editrice umbra che prende il nome dall'eroina di 'Piccole donne', ha l'obiettivo di pubblicare, nella collana Atlantide, piccoli tesori della classicità, che parlano al lettore contemporaneo pur fotografando realtà apparentemente lontane. Come quella di Sylvia Robson, la protagonista del romanzo, e dei suoi due innamorati, Charley Kinraid, l'impavido e virile ramponiere, e Philip Hepburn, il commesso che vive dietro il bancone di una bottega e passa le ore a misurare stoffe e a calcolarne il costo, ma ama di un'amore incondizionato la bella Sylvia che, naturalmente, preferisce il marinaio.

Una storia di intrecci e verità non dette, ispirata da un viaggio che Elizabeth Cleghorn Gaskell fece nel novembre del 1859, trasferendosi per 15 giorni nella nebbiosa Whitby, una cittadina sulle coste dello Yorkshire. Qui fece lunghe ricerche sulla caccia alla balene, sull'arruolamento forzoso dei marinai nelle flotte britanniche durante le guerre contro la Francia e sulle ribellioni popolari che si opposero alla coscrizione.

Al suo ritorno a casa iniziò a scrivere il romanzo ambientato tra l'abbazia, il porto, le fattorie, il respiro del mare e l'abbraccio delle brughiere. La sua penna si mise ancora una volta a narrare appassionatamente la storia degli umili; la storia più triste che avesse mai scritto, come la stessa autrice definì il racconto, ma ricca di eventi che si susseguono imprevedibili e mutano le persone. Sempre di Elizabeth Gaskell, autrice di raffinate opere letterarie come Mary Barton (1848), in cui ha rappresentato l'ambiente operaio di Manchester; Ruth (1853), che racconta la perdizione dell'eroina protagonista nella società perbenista di epoca vittoriana, la collana 'Atlantide' ha pubblicato 'North and South' (1855), monumentale affresco che ritrae le trasformazioni sociali in atto in Inghilterra in seno alla rivoluzione industriale.(ANSA).
   

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