Spezie, la cucina motore della storia

Una storia "tutto pepe" dove si intrecciano cucina e economia

   (ANSA) - ROMA, 18 DIC - FRANCESCO ANTINUCCI, "SPEZIE. UNA STORIA DI SCOPERTE AVIDITA' E LUSSO" (EDITORI LATERZA 161 PAGINE 16 EURO). Duemila anni di storia spiegati, almeno in parte, attraverso venti ricette. Non e' un paradosso, perché la lista degli ingredienti indispensabili per imbandire i banchetti nelle case dei nobili romani, e poi delle corti medievali e rinascimentali, è una chiave per comprendere una delle principali motivazioni di quelle che conosciamo come le "grandi scoperte". Tra quegli ingredienti, i più rari e quindi costosi, erano le spezie, e proprio "Spezie. Una storia di scoperte, avidità e lusso" è il titolo del saggio di Francesco Antinucci, direttore di ricerca all'istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr, che intrecciando storia, arte culinaria ed economia spiega come il commercio più che l'ambizione, l'avidità più che l'ansia di conoscere sono state alla base della gran parte delle imprese che allargarono man mano le mappe del globo. Ma, andando più a fondo, rivela che il motore ultimo è "il desiderio dell'uomo di rappresentarsi", che porta che è al vertice della scala sociale a pretendere cose, cibi, oggetti, materiali esclusivi e costosissimi . "Queste merci - spiega Antinucci - sono lo strumento della rappresentazione all'interno di un sistema comunemente chiamato lusso, attraverso il quale il ricco proietta nel mondo una certa immagine di sé", Così, dalle complicate e ormai improbabili ricette del De re coquinaria attribuito ad Apicio emerge come il pepe ne fosse elemento primario, e proprio per procacciarsi quella spezia così rara le navi onerarie romane potevano arrivare fino in India, con guadagni stratosferici per i pochi che sapevano e potevano organizzare tali commerci. La via delle spezie, verso l'India, rimase aperta per mare e per terra per almeno 1.500 anni, consentendo dopo la caduta dell'Impero romano lo sviluppo di Venezia, prima che il cambiamento dei gusti portasse in auge altre spezie, dai chiodi di garofano alla cannella, spostando più a Est dell'India le fonti di approvvigionamento e più a Ovest in Europa, dal Portogallo alla Spagna, all'Olanda alla Gran Bretagna, i centri di commercio e potere. "Spezie" si può leggere come una storia flash di gastronomia storica, i più abili possono anche cimentarsi nella riproduzione di un banchetto, ma andando a fondo del reale valore del commercio di determinati prodotti e dell'impatto che aveva sull'economia di imperi e stati, per molti pesava in grossa percentuale sul loro pil, consente di capire tanti eventi che nel corso dei secoli hanno determinato la Storia. Tutto questo sistema legato alle spezie crollò all'improvviso attorno al '600, quando il nuovo gusto culinario sorto in Francia "la nouvelle cousine", rigettò la manipolazione per esaltare i sapori naturali. Nuovi prodotti presero il posto del pepe e della cannella - tè, caffè, cioccolato - imponendosi come sinonimo di lusso tra i ricchi europei. Da allora la cucina perse pian piano il suo ruolo di rappresentazione del lusso e di insospettabile motore della storia.
   

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