Harari, schiavi alla ricerca della felicità

Giovane storico israeliano, l'umanità in 'Da Animali a Dei'

   (ANSA) - ROMA, 30 MAG - YUVAL NOAH HARARI, 'DA ANIMALI A DEI' (BOMPIANI, PAG. 534, EURO 18.70) 
    Se ancora non tutto è stato chiarito sull'evoluzione dell'essere umano dalla sua comparsa sulla Terra a oggi, esiste però una certezza: l'uomo è riuscito a dominare il mondo e continua a farlo. Un'affascinante teoria svela i segreti dell'incredibile successo dell'Homo sapiens (la specie a cui apparteniamo tutti e l'unica, a differenza delle altre 5 che 100 mila anni fa abitavano il pianeta, a essere sopravvissuta): è quella che Yuval Noah Harari, giovane storico israeliano, propone nel suo libro. Secondo Harari, sono la forza dell'immaginazione e la capacità di creare storie a cui tutti credono gli elementi che hanno reso gli uomini dominatori incontrastati. "I conflitti e le trasformazioni sono provocati dal dissenso su una credenza comune", ha detto ancora l'autore on questi giorni in Italia, "mentre erroneamente si pensa che sia il cibo una delle cause principali". "Basta pensare alla guerra in Jugoslavia negli anni '90 oppure al conflitto tra israeliani e palestinesi", ha continuato, "il problema è che si crede in storie differenti". E se queste storie, che Harari chiama "realtà immaginata", sono il frutto dell'abilità che l'uomo ha di pensare se stesso come collettività, esse rappresentano anche ciò che lo rende schiavo. Come un essere che nei secoli vaga alla continua ricerca della felicita': "siamo andati sulla Luna e abbiamo scoperto il genoma", ha spiegato, "ma non siamo più felici dell'età della pietra, perché ci si abitua sempre alle nuove conquiste e si cerca altro". Ciò appare ancora più vero nelle società del benessere, che non soddisfano i bisogni primari in quanto "abbiamo menti e corpi plasmati per una vita da raccoglitori e cacciatori, ecco perché, anziché sentirci in paradiso, siamo alienati". In quest'ottica e' impossibile non chiedersi cosa dovremo attenderci in un futuro che sarà sempre più tecnologico: "l'Homo sapiens si sta evolvendo in qualcosa di diverso", ha spiegato, "la tecnologia cambia velocemente e ci offre un potere sempre maggiore". E ha aggiunto: "abbiamo due opzioni: o ci lasceremo distruggere, oppure, cosa che ritengo più probabile, ci avvicineremo agli dèi, anche se in fondo siamo animali". Certo è che "Da Animali a Dèi" è un libro che regala al tempo stesso fascino e inquietudine: proprio perché questa prospettiva inedita è offerta da uno storico. "I fatti storici sono tanti ma il modo in cui li colleghiamo è narrazione", ha continuato, "la storia serve a tutti per capire i processi che sono alla base della nostra vita ma molto nasce dall'immaginazione, come i concetti di nazione o stato". Quello che colpisce fin dalle prime righe del libro e' il linguaggio scelto dall'autore: dosando perfettamente l'approccio divulgativo a uno stile ironico e moderno, Harari affronta in modo agile una materia pressoché infinita e molto complessa, attirando i lettori come una calamita. In primis i suoi studenti all'università, per i quali il libro è stato scritto, e poi il pubblico di tutto il mondo per il quale sta diventando una celebrità: "durante i corsi i ragazzi si lamentavano che non ci fosse in Israele un testo in grado di comprendere tutta la storia", ha spiegato, "per questo in 500 pagine ho cercato di dare loro un quadro completo, dall'età della pietra fino a oggi.
    Ma di certo non mi aspettavo un successo del genere".(ANSA).
   

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