Lorenzo Mattotti incanta con i suoi orsi saggi

In sala l'opera prima dell'illustratore, tra le voci Camilleri

 Dopo la consacrazione a Un Certain Regard a Cannes e il premio per la miglior regia ad Alice nella Città, arriva in sala il 7 novembre "La famosa invasione degli orsi in Sicilia", debutto alla regia dell'illustratore Lorenzo Mattotti.
    "Questa storia mi insegue da piu' di 10 anni - ha raccontato Mattotti, classe 1954, bresciano di nascita ma ormai da oltre 20 anni parigino d'adozione - e da sei ci lavoro a intervalli regolari. Il vero problema era misurarsi con i disegni di Dino Buzzati che accompagnarono la prima edizione in libreria del romanzo. Sono datati 1945 ma hanno una freschezza e una modernita' che non potevo copiare e di cui pero' non potevo non tener conto. Ho scelto un tratto piu' netto, sottratto dettagli, lavorato su un'idea pittorica che mi appartiene di piu'". Uscito a puntate sul Corriere dei piccoli nel 1944 e poi, interamente rivisto, un anno dopo in libreria, il romanzo di Buzzati e' una favola moderna sul contrasto tra la natura incontaminata e l'umanita' tentatrice e rovinata dalla coscienza di sé. Seguendo con pudore la trama originale ma incorniciandola in un improvvisato spettacolo di marionette (che del resto era il solo adattamento precedente a questo film), Mattotti racconta di come, durante un gelido e imprevisto inverno siciliano, gli orsi delle montagne, sotto la guida di Re Leonzio, scendano a valle per cercare cibo nelle terre del Granduca di Sicilia. A spingere il re, in verita', e' soprattutto il desiderio di ritrovare suo figlio Leonzio, rapito dai cacciatori un anno prima. Con sprezzo del pericolo e l'aiuto di un alchimista mago, pur in inferiorita' numerica, gli orsi vincono la guerra e si insediano in citta'. Nonostante una serie di prove di coraggio contro altre tribu' e spaventosi mostri, gli orsi finiscono pero' per farsi contagiare dai difetti degli uomini, l'egoismo, la lussuria, la pigrizia, finche' a pagare per tutti sara' proprio Re Leonzio. Che sul letto di morte chiede ai suoi un ultimo sacrificio: abbandonare l'umanita' e tornare tra i monti, dove e' il loro destino, al riparo dai vizi che li hanno corrotti. Solo una favola per bambini? "Non direi proprio - ha osservato Mattotti - anche se nel disegno ho cercato di conservare la fresca ingenuita' che mi ha sedotto in Buzzati.
    Del resto basta guardare a cosa siamo diventati oggi per capire che quella fiaba, scritta in tempo di guerra, parla a tutti noi". Com'e' il Mattotti regista rispetto al Mattotti illustratore ricercato in tutto il mondo? "Un timido artigiano che impara un mestiere nuovo: avevo fatto le prove generali con il film collettivo "Peurs du noir" del 2007, ma questa volta rischiavo da solo. Spero di non sfigurare e ho usato i soli strumenti che conosco bene: i colori, la luce, la sobrieta' della linea. Mi considero soprattutto un colorista e il lavoro con Enzo D'Alo' per 'Pinocchio' mi ha molto aiutato".
    Risultato finale: "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" e' davvero un film e non un lungo fumetto srotolato anche se conserva il ritmo quasi fisso dei suoi meravigliosi quadri colorati. Bisogna accettarne il tempo narrativo, ma poi ci si immerge in un mondo fitto di suggestioni e il film, che per l'Italia e' coprodotto da Indigo e avra' la voce di Toni Servillo, Antonio Albanese e perfino Andrea Camilleri, e' destinato a incantare anche il pubblico delle sale italiane dove esce grazie a Bim. (ANSA).
   

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