Ambra e Pastorelli 'Brave ragazze' da rapina

Dal 10 ottobre in 300 copie il film della Andreozzi

   Anni Ottanta, Gaeta. Quattro donne, dalle vite più o meno complicate, decidono di fare una rapina in banca, ma vestite da uomini. L'idea è semplice: chi mai potrebbe pensare a delle donne rapinatrici? Questa, in estrema sintesi, la commedia action tutta femminile 'Brave ragazze' di Michela Andreozzi (Nove lune e mezzo) in sala dal 10 ottobre in 300 copie distribuite da Vision.
    Nelle vesti delle quattro rapinatrici improvvisate: Anna (Ambra Angiolini), ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile; Maria (Serena Rossi), timida devota alla Vergine, vittima di un marito geloso e iper-violento e, infine, Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D'Amico), sorelle di indole opposta che sognano un futuro migliore.
    Insieme a loro nel cast Luca Argentero, nel ruolo del commissario Morandi, Stefania Sandrelli, in quello dell'affidabile madre di Ambra Angiolini, e Max Tortora che veste i panni dell'esuberante sacerdote Don Backy.
    Queste quattro "brave ragazze" decidono di travestirsi da uomini e svaligiare la banca del paese, solo il primo passo di un'avventura dai molti sviluppi. Le rapine diventeranno piu' d'una, e per alcune di loro arriva anche la prigione.
    "Tanti anni fa mi venne l'idea leggendo un ritaglio di giornale di un fatto simile accaduto appunto in Francia negli anni Ottanta - spiega Michela Andreozzi - . E così mi sono detta, questa vicenda appartiene al mondo del cinema. C'era la storia, l'urgenza, il tema sociale: c'erano il travestimento e l'azione, la paura e il dubbio, c'erano l'inadeguatezza e la riscossa, la commedia e il dramma , gli abusi e la vendetta, la donna di ieri che e' ancora - purtroppo - quella di oggi. Anche se era un film complicato perché in costume e con una parte action".
    Spiega invece Ambra Angiolini: "Faccio una donna abbastanza indipendente dalle formalità e che si inventa una vita senza rappresentarsela come una fiaba. Anna è insomma un personaggio forte e comunque tutto il film è, forse perché ambientato negli anni Ottanta, nel segno di una gentilezza a cui dovremmo aspirare nel futuro".
    Luca Argentero, che nel film è un simpatico commissario con i baffi dall'evocativo nome di Gianni Morandi, dice oggi all'incontro stampa a Roma: "Sono davvero felice di far parte di questo progetto che presuppone la voglia di voler raccontare la realtà dal punto di visto femminile. E tutto questo è stato fatto con precisione, senza lasciare nulla al caso". (ANSA).
   

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