Gemini Man, Will Smith contro Will Smith

In sala dal 10 ottobre il thriller action di Ang Lee

(ANSA) - ROMA, 9 OTT - "Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria e' sicura", scriveva Sun Tzu ne 'L'arte della guerra'. E' un concetto che esplora da una prospettiva distopica/esistenziale Will Smith in Gemini man di Ang Lee, action thriller con un tocco di fantascienza che arriva in sala dal 10 ottobre con 20th Century Fox. Il divo interpreta un infallibile cecchino dell'intelligence Usa stanco di uccidere ma costretto a 'tornare in azione quando si ritrova contro una versione di se' piu' giovane che ha la missione di eliminarlo.
    Il film porta sul grande schermo una sceneggiatura di Darren Lemke, piu' volte rivista e riscritta (qui ci mette le mani anche uno dei coautori dell'adattamento tv de Il Trono di Spade, David Benioff) che girava almeno da 20 anni a Hollywood, e alla quale vari registi e attori erano stati interessati (da Ridley Scott a Harrison Ford, da Mel Gibson a Clint Eastwood) per poi rinunciare viste le difficolta' tecniche di realizzazione. Il regista taiwanese premio Oscar ha risolto il problema non ricorrendo al ringiovanimento digitale degli attori (come ha fatto Scorsese in The Irishman), ma creando attraverso la motion capture un doppio digitale di Will Smith. Inoltre per un maggiore realismo dell'immagine, Lee ricorre di nuovo a una versione perfezionata del 3D Hfr (High Frame Rate, che James Cameron proporra' anche nei sequel di Avatar) gia' utilizzata dal regista nel primo film realizzato con queste tecniche, Billy Lynn - Un giorno da eroe (2016).
    Girato tra Savannah, Cartagena e Budapest, il film ci presenta le incredibili capacita' di Henry Brogan (Smith), killer 51enne della Dia, in una potente scena d'apertura che coinvolge un treno a tutta velocita'. L'uomo ancora una volta porta a termine la sua missione, tuttavia, arrivato alla 72/a uccisione, gli incubi e i rimpianti sono ormai troppi. Si dimette, ma l'idea di passare il resto sua vita da tranquillo pensionato, va all'aria, quando Henry si ritrova trasformato in bersaglio da un suo ex capo, Clay Verris (Owen), diventato un imprenditore specializzato in eserciti mercenari, con un sogno: arrivare al soldato perfetto, tanto abile quanto privo di sentimenti. Motivo per il quale ha lanciato Gemini, progetto di clonazione, di cui Brogan scopre l'esistenza quando si ritrova di fronte, come killer venuto per ucciderlo, 'Junior' (Smith), sua versione ventenne, creata da Verris con il dna di Henry.
    Brogan, tradito dalla sua agenzia, cerca di capire come sopravvivere in una sfida globale, grazie anche all'aiuto di un vecchio compagno d'armi il Barone (Benedict Wong) e una nuova amica, Danny (Mary Elizabeth Winstead), agente della Dia, mandata inizialmente a sorvegliarlo, ma che comprende presto da che parte stiano i cattivi.
    Ang Lee, appassionato da sempre all'esplorazione dei generi, qui non e' aiutato da una sceneggiatura superficiale e lacunosa, che propone temi e situazioni certo non nuovi (dalla ricerca del soldato perfetto ai cloni) e dialoghi con momenti involontariamente surreali. Il cineasta riesce comunque a regalare un esteso omaggio a maestri, anche orientali dell'action, come John Woo, e non lesina inseguimenti per terra e per mare, case bunker, duelli fra centinaia di colpi da western metropolitano in una divertente playlist di ambientazioni. Fra le chicche del film, prodotto da un altro esperto del genere (versione blockbuster) Jerry Bruckheimer, uno scontro diretto fra Brogan e Junior usando come 'armi' due moto.
    Non mancano poi temi cari a Lee, come il confronto con la figura del padre o la complessita' del rapporto fra maestro e allievo.
    Per Will Smith "e' stato bellissimo" guardare a se stesso dalla prospettiva di "giovinezza contro esperienza - ha spiegato a Total Film - e riflettere sull'eta' alla quale vorresti realmente tornare, se potessi". (ANSA).
   

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