Vampiri e humour inglese in Eat local

In sala l'horror-comedy di Jason Flemyng

Più che paura questi vampiri fanno sorridere e sono più umani degli stessi umani. Il fatto è che sono ricchi di humour inglese e, a loro modo, sono anche piccoli borghesi pieni di paura nonostante i 500 anni di età. 'Eat local - A cena coi vampiri', in sala dal 19 settembre con Mediterranea Productions, è un film che parla una particolare lingua tra thriller e fantasy, tra azione e dark humour.
    Opera prima di Jason Flemyng, attore britannico scoperto da Guy Ritchie (Lock & Stock - Pazzi scatenati e Snatch - Lo strappo), il film, scritto da Danny King, si svolge in un tranquillo casolare di campagna dove ben otto vampiri si radunano per il loro cinquantennale. Troviamo nel casolare: il vampiro "vegetariano" Henry (Charlie Cox); una dolce vecchina, Alice (Annette Crosbie); l'avvenente Angel (Freema Agyeman); il raffinato e distaccato Duca (Vincent Regan); il glaciale Peter Boniface (Tony Curran); Chen (Lukaz Leong) e, infine, Thomas (Jordan Long). Quest'ultimo colpevole di essersi nutrito troppo, e in più di bambini, viene prontamente eliminato dal gruppo grazie al tradizionale paletto ligneo tratto dalla gamba di una sedia. Potrebbe sostituirlo uno sprovveduto, ma molto svelto ragazzetto dell'Essex, Sebastian (Billy Cook), adescato da una affascinante e vampiresca Vanessa (Eve Myles).
    Ma le cose si complicano quando dei singolari ammazza-vampiri in tute mimetiche decidono di sferrare quella sera stessa un attacco al nemico immortale e un gruppo di soldati armati inizia a sparare proprio un attimo prima che Sebastian venga prosciugato e reso l'ottavo succhia-sangue.
    A proposito di vampiri, spiega King, "li ho amati fin da bambino. Alcuni ragazzi volevano fare i piloti o gli astronauti.
    Io volevo essere Christopher Lee". E ancora lo sceneggiatore: "Ho sempre voluto scrivere una sceneggiatura su un vampiro, ma ho fatto ancora meglio scrivendo di otto vampiri". Spiega, infine, il regista: "Ho preparato film, storyboard e sceneggiatura, ma ho poi tenuto il progetto in tasca per dieci anni poiché dirigere il primo lungometraggio credo sia un impresa scoraggiante per chiunque. Pensavo che la molteplicità di problemi che bisogna affrontare alla regia mi avrebbero incasinato il lavoro, ma non è stato così - continua Jason Flemyng - . Ero davvero soddisfatto nel prendere decisioni ed ero sicuro che quelle che stavo prendendo erano quelle giuste". La sintesi migliore del film viene però da Dexter Fletcher, che interpreta lo psicopatico proprietario della casa invasa dai vampiri, che spiega come in 'Eat Local' non ci sia bene e male, bianco e nero perché il film, alla fine, "riesce a umanizzare l'inumano".
   

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