Chester, La fattoria dei nostri sogni

Una storia vera che celebra la potenza della natura e biodiversità

(ANSA) - ROMA, 5 SET - Riuscire a "cavalcare" il potere della natura, accogliendone gli imprevisti e le meraviglie, per realizzare la sfida di vivere in totale armonia con essa: fa davvero venire voglia di cambiare stile di vita e tornare alla "terra" il film di John Chester dal titolo "La fattoria dei nostri sogni", nelle sale dal 5 settembre con Teodora. Girato "365 giorni all'anno per quasi 8 anni", il film è narrato in prima persona dal regista che racconta la storia incredibile vissuta insieme a sua moglie Molly: la decisione di lasciare la città per costruire dal nulla "Apricot Lane", un'enorme fattoria in cui seguire i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale.

Creare una "fattoria da fiaba" a un'ora di macchina da Los Angeles, partendo da un terreno definito 'morto', che sembrava incapace di ospitare la vita, era un sogno da molti considerato una vera pazzia: eppure, tra cocenti delusioni e piccole grandi vittorie, cadute e ripartenze, i coniugi Chester sono riusciti a dare vita a un luogo che celebra la biodiversità e che dimostra quanto sia ancora possibile l'armonia tra uomo e ambiente. Nel film questa storia vera (che ha del miracoloso e che infonde speranza perché credibile) viene raccontata in modo schietto ed emozionante, anche grazie a immagini spettacolari che svelano l'incomparabile bellezza della natura, le sue leggi eterne, la sua forza indomabile, ma anche la determinazione di John e Molly ad andare avanti in un'impresa che non è esagerato definire formidabile. Prima un progetto che ha convinto alcuni investitori a dare i fondi necessari, poi la visionarietà di un consulente esperto in questa tipologia di fattorie completamente sostenibili, infine una squadra di collaboratori e la voglia di lavorare insieme e senza sosta per un traguardo comune: così è nata "Apricot Lane", un luogo magico, esteso per oltre 200 acri e in grado di ospitare circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni biodinamiche. In questa fattoria d'altri tempi ogni elemento è inserito in un ciclo vitale infinito, in cui la natura presenta ogni giorno un problema nuovo ma con esso anche la sua soluzione.

Non sorprende che la visione luminosa offerta dal film abbia conquistato gli Stati Uniti: contro ogni previsione infatti questa sorta di documentario romantico e idealista, uscito pochi mesi fa all'inizio in sole 5 sale, si è poi diffuso a macchia d'olio grazie al passaparola, raggiungendo ben 285 schermi e scalando la classifica degli incassi. A emergere non è solo la coscienza ecologista, perché il messaggio del film punta a far comprendere anche il valore dell'amore, dell'amicizia, della tenacia, della fiducia e soprattutto della vita, in tutte le sue forme. "Spero che il film sia visto soprattutto dai più giovani", dichiara il regista, "E spero che il pubblico capisca, come abbiamo capito noi, che una collaborazione con la natura offre infinite possibilità, che a volte siamo troppo distratti per vedere. La natura ha tutte le risposte di cui abbiamo bisogno".
   

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