Spider-man a Venezia con la leggerezza dell'adolescente

Per il regista probema trovare chiave giusta dopo The Avengers

Passare dal considerarsi un amichevole Spider-man di quartiere a venerato simbolo pop della lotta al male, ricoprendo il ruolo che era del suo mentore, ora scomparso, Tony Stark - Iron Man, si rivela più complesso del previsto per L'Uomo Ragno versione Tom Holland, in Spider-man: Far From home di Jon Watts, in sala dal 10 luglio con Warner Bros.
    Per il regista, la chiave è stata trovare il tono giusto. Dopo l'anima epica (e i lutti) di Avengers: Endgame, sulla carta sembrava complicato tornare alla leggerezza del primo film del nuovo corso per il supereroe Marvel, Spider-man: Homecoming. La soluzione è stata far ruotare la storia intorno a un'esperienza tipicamente adolescenziale e giocosa: la gita scolastica in Europa della classe del teenager Peter, che tra visite ai musei, sentimenti all'amica MJ (Zendaya) e il percorso di elaborazione del lutto per la perdita di Tony Stark, viene 'arruolato' dal capo dello S.H.I.E.L.D Nick Fury (Samuel L. Jackson). Il compito è affrontare enormi e letali creature venute da un'altra dimensione insieme a un nuovo potente supereroe, il carismatico Mysterio (Jake Gyllenhaal). Una missione che lo porta ad invischiarsi in una rete di quanto mai attuali 'fake news'.
    Nella prima parte del film ha un ruolo da protagonista anche Venezia, meta iniziale dei ragazzi, con tanto di acqua alta, combattimenti tra ponti, piccioni e calli veneziane, e il cameo di Mina nella colonna sonora. Watts conferma la capacità di unire gran ritmo con l'approccio a temi seri come l'elaborazione del lutto e la linea sottile tra mito e verità, mantenendosi in equilibrio tra dramedy, commedia e teen movie di formazione. Lo aiutano l'ottimo cast, nel quale ritornano, fra gli altri, Marisa Tomei nella parte della vulcanica Zia May; Jon Favreau (regista di punta di casa Disney e non solo, oltre che attore) per Happy, migliore amico di Tony Stark e ora figura paterna nella vita di Peter; e Jacob Batalon nel ruolo di Ned, amico fraterno/consigliere sempre al fianco di Parker. Watts, che arricchisce il film di omaggi e citazioni (dai classici, vintage e moderni, del fantasy a cult come La signora di Shanghai di Orson Welles), cede a qualche stereotipo nel rappresentare un'Europa da cartolina (fra le altre mete del viaggio, Praga e Londra con una puntatina in Olanda), ma riesce a far prevalere l'ironia e un paio di benefiche virate surreali. Per Tom Holland "Far From Home è anche più divertente del nostro primo film, ma allo stesso tempo gli ostacoli sono più alti, ed è più personale.
    La dimensione del film cresce, ma è una svolta sempre giustificata da un personaggio o una ragione ancorata alla storia". Far From Home per l'attore "è più grande e migliore in modo possibile". Un entusiasmo che il pubblico sta già condividendo. Infatti il film, costato circa 160 milioni di dollari, uscito negli Usa il 2 luglio, non sembra soffrire la 'fatica da franchise', che ha colpito ultimamente Men in black e gli X-Men: le sale si riempiono e si punta a un totale negli Stati Uniti alla fine del primo weekend fra i 170 e i 190 milioni di dollari. In Italia è tra i film di punta di Moviement, la rete di uscite che ha come obiettivo allungare la stagione cinematografica anche all'estate.
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA