Takara, favola senza tempo tra le montagne del Giappone

In sala il film di Manivel e Igarashi, già a Orizzonti a Venezia

(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Un racconto incantevole e pieno di lirismo, che parla di affetti e avventura, una favola senza tempo ambientata tra le suggestive montagne innevate del Giappone. E' "Takara - La notte che ho nuotato", il film di Damien Manivel e Kohei Igarashi, già passato in concorso nella sezione Orizzonti della 74/a Mostra del cinema di Venezia, poi al Detour - Festival del cinema del viaggio e ora in sala dal 23 maggio, con Tycoon Distribution.
    Dietro la macchina da presa il duo franco-giapponese composto dai registi Damien Manivel e Igarashi Kohei, che raccontano la candida odissea del piccolo Takara (interpretato dal giovanissimo Takara Kogawa, al suo esordio sul grande schermo) che una mattina, invece di recarsi a scuola, decide di andare a trovare il padre al mercato del pesce dove lavora: il bambino vivrà così una giornata all'insegna della scoperta e della meraviglia.
    "Ci siamo incontrati alla prima dei nostri film - hanno commentato i due registi - e ci siamo subiti sentiti vicini grazie all'amore per il cinema. Qualche mese dopo, abbiamo deciso di girare un film insieme. Damien desiderava filmare la neve e Kohei lavorare con un bambino. Siamo andati nella regione più nevosa del Giappone, ad Aomori, e abbiamo incontrato un bambino di sei anni, Takara Kogawa. Siamo rimasti colpiti dal suo miscuglio di imprevedibilità e tristezza, dalla sua completa sincerità. Suo padre è veramente un pescatore e Takara si sveglia ogni notte sentendolo andare al mercato. Quando Takara torna a casa da scuola, il padre dorme ancora. Si vedono molto poco. Abbiamo cercato di raccontare questo complesso sentimento di amore e distanza seguendo le tracce di Takara". (ANSA).
   

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