Mike Leigh, Brexit è disastro se democrazia non funziona

Peterloo su massacro 200 anni fa. "Monarchia è anacronismo"

 "Spero che Peterloo stimoli nello spettatore una riflessione sul tema della democrazia senza metterne in discussione i capisaldi. Abbiamo iniziato la lavorazione nel 2014 e, mentre ci documentavamo, ci siamo resi conto che, giorno dopo giorno, accadevano intorno a noi cose che rendevano i temi che affrontavamo sempre più attuali. Non pensavamo che il mondo sarebbe cambiato tanto in cinque anni" ha detto il regista inglese Mike Leigh presentando a Roma il nuovo film, in uscita dopo l'anteprima alla Mostra del cinema di Venezia dal 21 marzo con Academy Two.
    "Tendiamo a dare per scontate le caratteristiche positive della democrazia e tuttavia vediamo accadere intorno a noi cose allarmanti come il referendum sulla Brexit, le ultime elezioni presidenziali americane o ciò che sta succedendo recentemente in Italia. Questi fatti ci spingono a riflettere sui disastri a cui si può andare incontro quando la democrazia comincia a non funzionare", ha aggiunto il regista che ha realizzato un grande affresco d'epoca dell'Inghilterra post Waterloo raccontando un episodio fondamentale per la definizione della democrazia in Inghilterra: il massacro a Manchester di 60 mila persone che chiedevano il suffragio universale. "Non ho mai fatto film con l'intento di veicolare un messaggio, le mie sono opere aperte.
    Affido dunque allo spettatore il compito di partire dal nucleo emotivo della vicenda per cercare la proprie risposte. Per questo motivo il film non si chiude con uno slogan e neppure con i dati sui morti e i feriti degli eventi di Peterloo. Ognuno pensi a cosa si deve fare per preservare la democrazia".
    "Il film può stimolare a riflettere sull'importanza della discussione, dello scambio e del confronto attraverso il linguaggio politico. All'inizio dell'Ottocento vediamo persone che esprimono le loro idee in modo diretto e onesto, anche tagliente, e il film ci mostra la complessità dell'elaborazione del pensiero. Questo è radicalmente cambiato nel secolo dei mass media. Parlando da repubblicano quale sono, trovo sorprendente che nel mio paese esista ancora la monarchia e che sia tanto salda. Penso sia un anacronismo ridicolo. E comunque a stupirmi non è solamente l'esistenza della monarchia in sé, ma anche l'incredibile forza e l'astuzia che ha messo in atto per garantirsi la sopravvivenza". (ANSA).
   

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