Il dolore della Duras arriva in sala

Melanie Thierry interpreta la scrittrice nel film dal suo diario

   ROMA- E' difficile mettere mano a un testo di Marguerite Duras, pieno di atmosfere intime e parole alte come La Douleur (in Italia edito da Feltrinelli col titolo Il dolore) e farne un film omonimo come quello di Emmanuel Finkiel, in sala dal 17 gennaio distribuito da Valmyn e Wanted. Difficile distaccarsi dal testo dell'autrice, derivato da un suo diario, che racconta come nel giugno 1944, nella Francia sotto l'occupazione tedesca, lo scrittore Robert Antelme, maggior rappresentante della Resistenza e marito della scrittrice, venga arrestato e deportato. La sua sposa, Marguerite Duras (Melanie Thierry), e' presa subito dall'angoscia di non avere sue notizie e soprattutto dal senso di colpa per la relazione segreta con il suo amico Dyonis (Benjamin Biolay). Pronta a tutto per di sapere qualcosa di Robert, la donna si lascia coinvolgere poi in una relazione ambigua con un affascinante agente francese della Gestapo, Rabier (Benot Magimel) l'unico a poterla davvero aiutare. Cosa che crea, tra l'altro, legittimi sospetti da parte della Resistenza francese a cui la Duras aderiva.
    Nel film cosi' la sincopata angoscia della Duras, scandita da lunghi monologhi tratti dai suoi diari. E questo nel caos di una Parigi, ancora occupata, ma gia' vicina a quella liberazione in cui tutto sarebbe cambiato.
    "Questa donna che attende il ritorno del marito dai campi di concentramento faceva eco alla figura di mio padre, una persona che aspettava sempre. Anche quando ebbe la certezza che la vita dei suoi genitori e di suo fratello era finita ad Auschwitz" ha detto il regista di Voyages e Je ne suis pas un salaud. La douleur è tratta dal giornale personale che Duras aveva scritto dopo l'arresto di suo marito Robert Antelme, membro della Resistenza francese nel '44, e poi a lungo dimenticato: è il diario di un'attesa, il viaggio interiore di una donna che attraversa la violenza della Storia e dei sentimenti. "Tra i due - ha aggiunto il regista - ci fu un vero gioco di seduzione, una seduzione, che come racconta la biografia della Duras, divenne vera avventura d'amore. In realta' la scrittrice gia' quando viveva con il marito -aggiunge - viveva more uxorio con il collaborazionista Dionys".
    
   

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