7 Uomini a mollo, fragilità si riscatta in piscina

In sala la commedia divertente di Gilles Lellouche

     Una commedia divertente, intelligente, profonda e originale: è 7 Uomini a mollo di Gilles Lellouche (dal 20 dicembre distribuito da Eagle Pictures e Leone Film Group). Dentro ci sono alcuni dei maggiori interpreti del cinema francese al servizio di una storia deliziosa, una commedia sociale, quasi un nuovo Full Monty.
    Eccola: dopo aver perso il lavoro Bertrand (Mathieu Amalric) e' in piena depressione, si sente inutile con i figli e con la moglie (Marina Fois) che lo mantiene. Nella piscina dove va ad ingannare il tempo legge l'annuncio: si cercano nuotatori per dare vita ad un team di nuoto sincronizzato maschile. Perche' no? Gli altri compagni sono tutti perdenti come lui, ciascuno perso nei propri drammi, tutti gravi. C'e' un dirigente operaio benestante (Guillaume Canet), con il figlio autistico, una moglie che non lo comprende piu' e una madre che lo riconosce solo a tratti. C'e' un rocker anziano che vive in una roulotte, si veste come negli anni '70 e ancora sogna di diventare una star dei concerti dal vivo mentre la figlia lo compatisce. C'e' un piccolo commerciante di piscine, Marcus (Benoit Poelvoorde), praticamente in bancarotta e poi ancora un bambinone che non ha superato i traumi infantili, un immigrato asiatico senza famiglia... E anche le allenatrici non sono da meno: due ex campionesse di nuoto diventate nemiche dopo un incidente, una finita sulla sedia a rotelle, incattivita dalla vita (Leila Bekhti), l'altra alcolista (Virginie Efira).
    La piscina e' un modo per nuotare in un altro ambiente, dimenticare la vita fuori. Ma poi ecco l'idea: partecipare in Norvegia al primo campionato di nuoto sincronizzato maschile, rappresentare la Francia, riscattarsi, avere di nuovo fiducia in se stessi. Le loro forme fisiche sono ridicole, l'allenamento che devono fare e' al di sopra delle loro possibilita'. Si ride di questi adulti pingui e depressi, ma il riscatto e' sempre possibile.
    "I miei protagonisti - ha detto Gilles Lellouche - sono uomini fragili, marginali, complessanti, sottovalorizzati, sono il contrario del macho, ma hanno una bellissima storia di solidarieta' maschile e umana da raccontare". Gli attori, cosi' come si vede nel film, hanno fatto un allenamento degno di Rocky: "Ci alzavamo alle 4 di mattina e subito giu' in acqua - racconta uno dei belli del cinema francese, Guillaume Canet, ex marito di Diane Kruger, da anni compagno di Marion Cotillard, con cui ha avuto due figli, Marcel e la piccola Louise nata un anno fa - concentratissimi, un impegno che non riesco a definire meglio che con la parola coraggio".
    Un film con uomini 'post Weinstein', si e' scherzato oggi in conferenza stampa, "diciamo soprattutto un film con interpreti in stato di grazia al servizio di una storia che non rinuncia a raccontare le fragilita' maschili", risponde Lellouche. Amalric, protagonista in un film corale, parla di "sceneggiatura capolavoro che racconta come l'unico antidoto al senso di fallimento e profonda solitudine che spesso sentiamo siano solo l'amore e l'amicizia".
   

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