La truffa del secolo, un polar di alta finanza

In sala il film di Marchal con Depardieu e Magimel

 'La truffa del secolo', film tratto da una storia vera, è un polar ad alto tasso di finanza. Firmato da Olivier Marchal con Gerard Depardieu e Benoît Magimel, il film, in sala con Movies Inspired, racconta di una truffa, come ricorda il titolo, avvenuta ai danni dello Stato francese.
    Antoine Roca (Magimel) è un imprenditore in grosse difficoltà economiche, la sua azienda è in fallimento. Decide così di organizzare una truffa ai danni dello stato sfruttando una scappatoia nel sistema di tassazione sulla 'carbon tax', una tassa sulle risorse energetiche che emettono biossido di carbonio nell'atmosfera. Ai problemi economici di Roca si aggiunge il cattivo rapporto con il suocero (Depardieu), ricco e cinico imprenditore che lo ritiene un fallito, e con sua moglie (Carole Brana) che a un certo punto lo abbandona. Per entrare nell'affare Antoine dovrà sporcarsi le mani con la malavita e mettere insieme tutta una serie di società fantasma in varie parti d’Europa. Si troverà ben presto coinvolto in una spirale discendente tra malavita, corruzione e compromessi senza ritorno.
    "Questa truffa finanziaria - spiega il regista autore di 'Gangster' e '36 Quai des Orfèvres' - è stata sicuramente brillante (si parla di 1 miliardo e 800 milioni di euro sottratti in Francia e di quasi otto miliardi a livello europeo), ma i suoi effetti sono ricaduti sui contribuenti mediante le imposte, quindi era totalmente fuori questione che io potessi in qualche modo legittimare le azioni di gente simile. Queste persone, di fatto, non avevano alcun problema di soldi - continua Marchal - : hanno semplicemente agito per il piacere del gioco, per divertirsi e per accumulare ancora più denaro. Era per me più interessante incentrare la vicenda attorno ad un imprenditore sull'orlo del lastrico, che all'inizio vuole solo uscirne e mantenere i suoi 35 dipendenti, ma che col tempo si lascerà consumare da questa fortuna improvvisa, dalle sue nuove relazioni notturne, dal poker per poi, alla fine, sprofondare. Quindi sì, finisce male, ma non poteva essere altrimenti".
    " Antoine - spiega Magimel miglior attore a Cannes 2001 per 'La pianista' diretto da Michael Haneke - è un uomo che suscita simpatia: si batte per valori che si scontrano con il sistema.
    Oggi, si ha l'impressione che, quando tutto va bene, si venga lasciati da parte e, quando tutto va male, si venga trattati come il peggiore dei paria. Antoine lo dice chiaramente nel film: si è sempre assunto le proprie responsabilità nella gestione di questa azienda di famiglia creata da suo nonno e ceduta da suo padre, ma, sommerso dai debiti, chiede solo un po' di supporto e di comprensione, che però gli vengono rifiutati. A partire da questo momento - conclude il regista -, si rende conto che l'onestà non paga e, nonostante i valori sani e retti con cui è stato cresciuto, Antoine troverà soluzioni che vanno contro la propria morale".
   

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