Manuel, un Pinocchio buono che scopre libertà

Intensa opera prima di Albertini da Venezia arriva in sala

(ANSA) - ROMA, 29 APR - Un "Pinocchio buono dei nostri tempi". Così Dario Albertini ha descritto il protagonista della sua opera prima, Manuel, che dopo il debutto a settembre in Cinema del Giardino alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia, arriva in sala distribuito da Tucker Film dal 3 maggio.
    La storia ruota intorno al 18enne (interpretato da un bravissimo Andrea Lattanzi, qui al suo primo ruolo da protagonista) con una propria purezza preservata negli anni in casa famiglia, alle prese, una volta uscito, con le sfide del mondo esterno, scandite da una serie di incontri. Da Francesca, giovane volontaria e aspirante attrice (Giulia Elettra Gorietti) a Elpidio (Alessandro Di Carlo), che come Manuel ha un passato in casa famiglia, all'immatura madre (Francesca Antonelli), finita in prigione dopo l'ennesimo errore, che vista la maggiore età raggiunta dal figlio, ha la possibilità di ottenere gli arresti domiciliari e andare a vivere con lui. Nel cast, fra gli altri, anche cast Renato Scarpa, Raffaella Rea e Giulio Beranek.
    Il film, prodotto da BiBi Film e Timvision Production, nasce dal lavoro precedente del regista, il documentario 'La Repubblica dei ragazzi' dal nome della grande casa famiglia creata a Civitavecchia che dal '45 aiuta giovani privi di sostegno familiare. "Sentivo che raccontare la fase dell'uscita di un ragazzo della struttura, una volta compiuti i 18 anni, avrebbe avuto bisogno di un tempo maggiore di racconto, e allora ho avuto l'idea per il film". Manuel "si trova a un bivio, da una parte ha la possibilità di creare il rapporto con la madre che non è mai realmente esistito e dall'altra la voglia di scoprire il mondo" spiega il regista. Lattanzi, per preparare il personaggio, ha trascorso una settimana nella 'Repubblica dei ragazzi: "Gli altri non sapevano che fossi un attore, credevano fossi uno di loro, e' stata una bellissima esperienza. Ho visto i loro linguaggi, la loro musica, le loro interazioni e la solidarietà che li lega. Mi è servito moltissimo per creare Manuel, ho capito come vivere in quel contesto ti renda molto più maturo della tua età. Quando esce per lui è una rinascita".
    Apparizione fugace ma importante nella vita del protagonista è quella di Francesca (Gorietti): "Rappresenta l'incontro di Manuel con il femminile. La conosciamo nel suo ruolo di volontaria, che crede realmente in ciò che fa ma poi emerge un altro suo aspetto, quello di attrice non realizzata che vive un conflitto con la figura maschile. Non si riesce a capire fino in fondo chi sia questa donna, è come se camminasse su un filo".

   

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