Ci vuole un fisico, contro la dittatura dell'immagine

La commedia di Tamburini esce il 3 maggio

Dimagrire 30 chili in 3 mesi per piacere a un uomo, o passare un'estate a scrivere per la ragazza di cui si è da sempre innamorati, non ricambiati, la tesi di laurea sull'estetica di Platone. Sono le follie che fanno i due protagonisti di Ci vuole un fisico, la commedia opera prima di Alessandro Tamburini, anche protagonista con Anna Ferraioli Ravel, nelle sale dal 3 maggio con Csc Production. Alla base c'è l'omonimo corto vincitore di oltre 30 premi girato nel 2013 dal regista, già autore anche di documentari e backstage.
    Ironizzando sulla dittatura dell'immagine e su quanto influenzi i rapporti fra uomini e donne ("il problema è che io sono un 7 e la mia ragazza è un 9, per questo non funziona tra noi" dice un autista simil Uber tradito e geloso, interpretato brillantemente da Niccolò Senni), si mette in scena un incontro, per caso, lungo una notte sempre più scatenata fra le strade di Modena. Quello tra Alessandro (Tamburini), trentenne imbranato e povero in canna, e Anna (Ferraioli Ravel), volitiva ma fragile.
    Una sera si ritrovano a ricevere buca nello stesso ristorante dalle persone per cui hanno sacrificato tanto. Lo scontro iniziale (con tanto di porta in faccia) tra i due li porta a diventare una 'coppia' sempre più complice, tra scooter, auto e barche rubate, sfide e verità. Un percorso accompagnato dalle musiche di Tony Canto (autore Sugar). "Riprendo la storia del corto, che sentivo necessario sviluppare in lungometraggio perché sono due personaggi attraverso i quali tendiamo a identificarci. Tutti ci sentiamo perdenti e inadatti in molte circostanze. - dice Tamburini -.
    Anna e Alessandro sono due antieroi moderni che rispecchiano i lati deboli di ognuno di noi, soprattutto oggi, credo sviluppino una forte empatia. La società tende a considerare il bello privilegiato, è quello che prendono nelle fiction, che viene sempre avvantaggiato, rispetto a chi ha un fisico che si vergogna di portare". D'accordo con lui il cosceneggiatore Gianluca Ansanelli: "E' un tema mai tanto attuale. Basti pensare che uno dei fotomodelli più pagati del mondo è un ex galeotto, diventato famoso per una foto segnaletica in tuta da carcerato".
    A rendere molto interessante Anna "è il suo essere resistente e resiliente. Ha una grandissima capacità di adattamento alle circostanze della vita - dice Anna Ferraiolo Ravel, già interprete con Tamburini del corto del 2013 -. E' una cosa che mi ha sempre colpito, la resistenza, anche fisica, delle donne. L'uomo si appoggia sempre più spesso a noi, si lascia guidare".
   

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