Charley Thompson, una storia senza cattivi

In sala dal 5 aprile il film con Plummer, Buscemi e Sevigny

Con 'Charley Thompson' (Lean on Pete) del regista, sceneggiatore e produttore cinematografico britannico Andrew Haigh, ci troviamo di fronte a un inedito romanzo di formazione 'al contrario' in cui nessuno è davvero cattivo. Il film, già in concorso alla 74/a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica e dal 5 aprile in sala con Teodora, basato sul romanzo La ballata di Charley Thompson di Willy Vlautin (Mondadori), mette infatti in scena la storia di un quindicenne, Charley Thompson (Charlie Plummer), che, dopo aver visto lentamente disgregarsi la sua famiglia, sceglie alla fine di trovare una casa, degli affetti, piuttosto che una sua propria identità. E tutto questo nonostante il grande coraggio di Charlie nel combattere contro il suo destino avverso.
    Il ragazzino, protagonista del film, non ha certo una vita facile. Il padre (Travis Fimmel) fa il magazziniere ed è un adorabile sciupafemmine, mentre la madre non l'ha mai davvero conosciuta. Quando anche il padre viene meno, Charley si ritrova a lavorare per un disincantato allevatore di cavalli da corsa (Steve Buscemi) che utilizza come fantina una bella ragazza (Chloe Sevigny).
    Per il ragazzo è l'occasione di ritrovare una nuova famiglia, ma il destino fa sì che alla fine si metta in viaggio con l'amato cavallo Lean on Pete alla ricerca di una nuova casa, di un affetto su cui poter contare davvero.
    "Quando ho letto il romanzo l'ho trovato pieno di gentilezza e compassione - ha spiegato al Lido il regista -, una cosa che mi ha spinto a fare il film. E' in qualche modo il contrario di un romanzo di formazione, perché il protagonista non è alla ricerca della propria identità, ma piuttosto di sicurezza.
    D'altronde Vlautin - continua Haigh - è uno scrittore che ama molto Steinbeck, c'è sempre speranza e compassione nei suoi libri e mai nessuno è davvero malvagio. E poi - conclude - io amo i film che hanno uno sviluppo lineare, senza flash back, le opere che lasciano aperta una porta, una speranza".
    "Quando ho letto il copione ho trovato subito questa storia sincera - ha detto Plummer (The Dinner, All the Money in the World)- anche per quanto riguarda il suo rapporto con il cavallo. Certo Charlie, al contrario di quello che accade di solito al cinema, è come un bambino in cerca di stabilita'".
    Ha concluso la Sevigny: "Quando ho letto il copione mi ha subito sorpreso per la sua leggerezza. Per me, come attrice, è stata un'occasione per lavorare senza soffermarmi troppo su una scena, come se tutto fosse naturale". 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA