'Alabama Monroe' tra dolore, amore e tatuaggi

In sala dall'8 maggio il pluripremiato film belga

   Con la sua carica di dolore, genio, amore, tatuaggi e musica bluegrass, 'Alabama Monroe - Una storia d'amore', film del regista belga Felix Van Groeningen, già nella cinquina dei film stranieri in corsa per l'Oscar, arriva ora nelle sale (l'8 maggio) distribuito da Satine Film Distribution.
    Vincitore del premio Lux assegnato dal Parlamento Europeo, del César come miglior film straniero e del Label Europa Cinemas, il film commuove, fa pensare e arriva a tutti con i suoi temi universali.
    Ora non c'è nulla di più doloroso che vedere una bambina di quattro anni della grazia e del candore di Maybelle (Nell Cattrysse) malata di tumore. E non c'è nulla di ancora più doloroso se poi i suoi genitori sono così vivi e poco borghesi come appunto Elise (Veerle Baetens, miglior attrice europea agli Efa, gli European Film Awards) e Didier (Johan Heldenbergh).
    Due che si sono innamorati al primo sguardo. Lei tatuatrice e tatuata in ogni parte del corpo, donna sensibile e piena di entusiasmo. E lui, Didier, uno che ama l'America anche perché patria della sua musica bluegrass in cui coinvolgerà come cantante anche Elise. La figlia arriva loro un po' per caso. In realtà Didier non la vuole, la vede come un ostacolo alla loro felicità, ma poi diventa un ottimo padre. Quando si ammala Marybelle è vero calvario. Chemioterapia, capelli che cadono come le speranze della sua guarigione. La sua morte non sarà certo un fulmine a ciel sereno, ma non per questo meno dolorosa. Che questa tragedia cada come un terremoto sulle vite dei due amanti che si sono fatti 'sposare' dal loro gruppo musicale utilizzando come altare un biliardo, è prevedibile. Per loro nulla sarà come prima, tutto si sbriciola e anche il loro amore cede.
    "Alabama Monroe - dice il regista, che Variety ha segnalato come uno dei dieci cineasti da tenere d'occhio - nasce dall'adattamento di un'opera teatrale di Johan Heldenbergh. Lui è un amico e ho lavorato con lui come attore in due dei miei film precedenti. Quando ho visto la sua opera sono rimasto completamente sbalordito. La combinazione di storia personale, musica e del tema della ragione nei confronti della religione mi ha impressionato. Mi rendevo conto che tutto ciò era sublime, ma impossibile da filmare".
    Quanto al fatto che la relazione tra Elise e Didier venga inevitabilmente minata dal dolore, è d'accordo il regista: "La storia è incentrata proprio sulla consapevolezza che non si possa condividere il dolore, la tragedia. Così abbiamo dovuto mostrare questa cosa. Abbiamo provato nella sceneggiatura a far sì che i due, in qualche modo e nonostante tutto, tentassero di risolvere i loro problemi, perché il loro amore era così grande che dovevano tentare. Ma il problema è che avevano modi e tempi e diversi di confrontarsi con il dolore". (ANSA).
   

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