Insinna, vince il gioco di squadra

Torna su Rai1 dal 23 con l'Eredità. novità ma nella continuità

(ANSA) - ROMA, 21 SET - La parola che avrebbe scelto per l'ultima ghigliottina, la sfida finale de 'L'eredità', è pazienza. "Dentro questa parola c'è tutto - dice Flavio Insinna - c'e' affetto, amore, accoglienza, voglia di darti del tempo".
    Prendere in mano il format che era stato condotto da Carlo Conti ('il re di questa fascia oraria') e Fabrizio Frizzi (''un uomo che hai nel cuore per mille motivi umani e per mille successi televisivi'), morto a marzo del 2018, non è stato facile. "E' stato un viaggio emozionantissimo che mi ha tolto il sonno, ma noi ce l'abbiamo messa tutta - racconta adesso - e ora stiamo già studiando per la prossima edizione, anche se non posso rivelare nulla: dico solo che le novità saranno nella continuità perché le persone che seguono il programma, non mi piace la parola pubblico, preferisco il termine famiglia, amano quel marchio, quell'idea, quell'atmosfera". Se entrare nel camerino che era stato anche di Frizzi lo aveva commosso, non si è lasciato prendere dal vortice della guerra sugli ascolti. "A parte che io non ho mai dato per scontato niente né nella vita né nella carriera - confida - Con gli anni e i capelli bianchi affronti le cose non dico con distacco ma dandoti delle priorità, e uno dei tanti obiettivi de 'L'eredità' è quello di proteggere il Tg1 delle 20 che è il diamante del palinsesto Rai per quanto riguarda l'informazione e se va bene un programma, passa la palla a quello successivo, come nel calcio , e alla fine si segna: chi non ha capito che nel lavoro come nella vita è tutto un gioco di squadra, che magari è pure felice dell'insuccesso altrui, soddisfatto solo del proprio, non ha capito niente". E la sua canzone preferita è proprio 'Una vita da mediano', di Ligabue. Niente vacanze quindi per Flavio, 54 anni compiuti all'inizio di luglio, che torna sugli schermi di Rai1 con il gioco a quiz dal 23 settembre alle 18,45. In autunno esce invece un nuovo film di cui è protagonista insieme a Claudio Bisio, Sergio Rubino, Gianmarco Tognazzi ('non li ricordo tutti, non voglio fare torto a nessuno..') regia di Fausto Brizzi.
   

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