Das Boot, la guerra in fondo al mare

Serie tedesca ispirata a film Petersen apre 2019 su Sky Atlantic

ROMA - La brutale realtà della vita durante la seconda guerra mondiale, tra scelte, sopravvivenza, tormenti emotivi: dopo il successo di Babylon Berlin, Sky Atlantic inaugura il 2019 con Das Boot, seconda produzione originale di Sky Deutschland, otto episodi in onda dal 4 gennaio in prima serata. Siamo nell'autunno del 1942 nella Francia occupata: il sommergibile U-612 è pronto per il suo viaggio inaugurale e si prepara ad affrontare il conflitto con i giovani membri dell'equipaggio, incluso il nuovo comandante, Klaus Hoffmann (Rick Okon).

I 40 uomini intraprendono così la loro prima missione, lottando con le condizioni anguste e claustrofobiche della vita sott'acqua. Le loro personalità sono spinte al limite, mentre le tensioni aumentano e i legami di lealtà iniziano a frantumarsi. Nel frattempo, al porto di La Rochelle, il mondo di Simone Strasser (Vicky Krieps) sfugge al suo controllo: travolta da una pericolosa liaison, un amore proibito, è combattuta tra la sua lealtà per la Germania e la Resistenza e si trova a mettere in discussione tutto.

"E' finito il tempo in cui erano solo gli Stati Uniti a sfornare serie tv di successo - ha sottolineato il regista, Andreas Prochaska, all'anteprima di Das Boot al Torino Film Festival -: ormai in Europa si producono serie molto amate dal pubblico come le tedesche Babylon Berlin e questa, già venduta in 100 Paesi tra cui la stessa America. Si è formato uno stile, un genere ben preciso, molto richiesto sul mercato che sta interessando tutti i Paesi". In Germania la serie è stata un grande successo: "Forse perché il tema dell'occupazione nazista in Europa è ancora forte, non solo per i tedeschi, ma per tutti. O anche per le atmosfere del film ad episodi, quasi tutti ambientati nell'angusto e claustrofobico sommergibile U-612, vissuto dalla Germania di allora, nel 1942, come un perfetto prodotto dell'alta ingegneria tedesca".

Prochaska ha spiegato di essersi ispirato all'omonimo romanzo di Lothar-Gunther Buchleim, nonché al celebre film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen, che ottenne sei nomination all'Oscar nel 1983. "Ho studiato con attenzione quel capolavoro - ha sottolineato - perché non ci sono molti documenti su come i soldati vivessero in quell'ambiente claustrofobico e miniaturizzato". Il film è in fase di traduzione in diverse lingue, "cosa non facile - ha detto ancora il regista - perché i protagonisti parlano tedesco, francese e inglese. Un elemento, il multilinguismo, importante anche sotto un profilo contenutistico, in quanto si racconta il rapporto di quei giorni tra la cultura militare tedesca e la resistenza del paese oppresso, in questo caso la Francia. La miglior cosa forse sarebbe poterlo vedere in lingua originale con i sottotitoli".

Il cast è stellare, si va da Lizzy Caplan (Master of Sex) a Vicky Krieps (Il filo nascosto), da Rick Okon (Tatort) a Tom Wlaschiha (Il trono di spade), a Vincent Kartheiser (Mad Men), August Wittgenstein (The Crown), Rainer Bock (Bastardi senza gloria), Leonard Scheider (Finsterworld).

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