Romolo + Giuly, guerra italiana da ridere

Da 17 settembre su Fox serie comedy/satirica nata sul web

Una Roma nord opulenta, snob, con botox e cocaina più diffusi delle buone maniere, simboleggiata dai palazzinari Copulati e una Roma sud, coatta, ignorante, cafona e chiassosa, in mano ai Montacchi, che controllano il traffico di rifiuti, si fronteggiano senza esclusione di colpi nella nuova serie comedy di Fox, al debutto il 17 settembre in prima serata, 'Romolo + Giuly. La guerra mondiale italiana'. E' una reinterpretazione satirica (producono Wildside e Zerosix Productions) di Romeo e Giulietta che nasce da un corto/teaser con milioni di visualizzazioni, premiato nel 2016 al Roma Web Fest.

Al posto di Romeo c'è l'insicuro Romolo Montacchi, interpretato da Alessandro D'Ambrosi (anche coautore con il regista Michele Bertini Malgarini e Giulio Carrieri), e di Giulietta, la sensibile Giuly Copulati (Beatrice Arnera). Con loro nel cast, fra gli altri, Massimo Ciavarro, Michela Andreozzi, Lidia Vitale, Federico Pacifici, Nunzia Schiano, Niccolò Senni e Francesco Pannofino. Rispetto al web, in tv la guerra si allarga con l'alleanza contro la capitale, di Milano, guidata da un Giorgio Mastrota 'malefico' e massone pronto a trasformare Roma in un parco di divertimenti, e Napoli, 'gestita' dal boss e nobile Don Alfonso (Fortunato Cerlino, in un ritratto autoironico del suo Pietro Savastano di Gomorra), che vorrebbe usare i romani come operai 'schiavi' a cui far costruire il Ponte sullo Stretto e per completare la Salerno - Reggio Calabria. Appaiono anche, in dei cameo, Paolo Bonolis e Giorgio Panariello.

Nel mare di riferimenti e citazioni cinematografiche (da Star Wars a Titanic) l'ironia, anche spietata, domina ma c'è chi, anche solo guardando promo e anticipazioni, non ride: "Da giorni sul web ricevo insulti e minacce da chi prende sul serio le mie battute nella serie... vorrei dirgli che in realtà sono un bravo ragazzo" dice sorridendo Mastrota. Problemi del genere li stanno avendo anche Stefano Fregni, interprete di Teodorico Fumagalli, leader cavernicolo del Movimento Settentrionale nordico del nord ("alcuni mi hanno dato del razzista e imbecille... ma l'importante è che la serie sia venuta bene" dice l'attore) e per Michela Andreozzi (in una performance spettacolare): "Alcune signore di Roma nord si sono offese...". Chi reagisce così "non ha capito niente di Romolo + Giuly, è satira surreale, una serie una comedy/fantasy" dice Alessandro Saba, Vicepresident Responsabile dei Canali Entertainment di Fox Italia. Dopo il successo di Boris "cercavamo qualcosa che facesse ridere in maniera diversa - spiega -. E' un progetto spavaldo e sfrontato, senza censure. Ci sono cose che faranno ridere ma anche arrabbiare".

In Italia "c'è bisogno di costruire nuovi tessuti narrativi, soprattutto per la commedia servono nuovi autori e talenti, perché ciò che si faceva in passato non ottiene più lo stesso risultato" riflette Mario Gianani di Wildside. Per i tre autori del corto e della serie D'Ambrosi, 34 anni, Carrieri, 30 e Bertini Malgarini, quasi 38: "è incredibile pensare che pochi anni fa eravamo un link su Vimeo e ora siamo in prima serata su Fox, è un esempio virtuoso di come si possa viaggiare lontano sulle ali della satira". Per la comicità come fonti d'ispirazione ci sono "Chi ha incastrato Roger Rabbit e i Monty Python, per il nonsense e la capacità di trattare in modo paradossale temi politici, ma anche cartoons come I Simpson e i Griffin" spiega Carrieri. La cifra grottesca e surreale è un buon modo "per raccontare qualcosa che sembra ancora più grottesco ma invece è la realtà. Affrontiamo il tema dell'altro, il fatto che la ricchezza viene dalla collisione di culture" dice D'Ambrosi. "Sulla falsa, falsa, falsariga di Shakespeare - aggiunge Beatrice Arnera - L'amore di Romolo e Giuly diventa anche una chiave per risolvere i conflitti". Tra i più entusiasti dell'esperienza Giorgio Mastrota: "Era una ventina d'anni che non mi vedevo in video lontano da un materasso, è stata un'emozione. Anche se nella mia prima scena il materasso ce l'hanno messo... come santino".

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