Romanzo Famigliare, grande affresco di Archibugi per Rai1

Regista torna dopo 13 anni in tv. Nel cast: Puccini, Giannini, Caprino

   - Un grande affresco contemporaneo che guarda alla struttura del "feuilleton ottocentesco", come confessa la stessa regista Francesca Archibugi, che con il suo 'Romanzo Famigliare', torna in tv dopo 13 anni, e aprirà la stagione 2018 della fiction di Rai1 dall'8 gennaio in 6 prime serate. Una storia di madri, di figlie, di gravidanze. La regista insieme a Elena Bucaccio ha scritto una storia al femminile, in cui si confrontano una madre, Vittoria Puccini (Emma), nata in una potente e ricca famiglia livornese, che si occupa di petrolio e cantieri navali i Liegi, che ha avuto la figlia a 16 anni che si chiama Micol (una talentuosa giovane Fotinì Peluso da tenere d'occhio ndr.) che, a sua volta,  scoprirà di aspettare un bambino dal suo giovane insegnante di clarinetto. Emma infatti, aveva abbandonato una famiglia ebrea molto ricca, dopo essere rimasta incinta giovanissima.  Giancarlo Giannini che interpreta il patriarca della famiglia, aveva denunciato il compagno di lei, militare di carriera Agostino (Guido Caprino). Emma e Micol crescono a Roma, fino a quando Agostino tenente di vascello non torna con madre e figlia a Livorno. Nel cast, tra gli altri anche Andrea Bosca, Anna Galiena, , Marco Messeri, Anita Kravos, Pamela Villoresi.

   Una stanza dove per la confusione sembra esplosa una bomba. Sul letto dorme Emma Liegi. Trentadue anni, incurante della sveglia. Il volume è insostenibile quando si fa largo, saltellando nel campo minato di vestiti Micol, che di anni ne ha 16. Sembrano coinquiline universitarie, sono madre e figlia.
Dammi un bacio, si protende la prima scapigliata. Prima lavati, replica la seconda. Si apre così Romanzo Famigliare.  La regista di pellicole come Mignon è partita, Il grande cocomero, Questione di cuore, gli Sdraiati, a 13 anni dall'unica miniserie girata per il piccolo schermo, Renzo e Lucia, per Canale 5, torna in tv con una serie che si chiama così in omaggio al 'Lessico Famigliare' di Natalia Ginzburg:

  - "un atto d'amore per un faro della letteratura del dopoguerra a cui i miei dialoghi si rifanno da tempo". "Fin dall'inizio io volevo fare un grande romanzo ottocentesco contemporaneo; mi sono rifatta ai feuilleton di Balzac, Dickens.

La Marina militare è stata determinante - " avevamo bisogno di un personaggio Agostino (Caprino) che fosse strutturalmente un militare". Due anni di scrittura. La progettazione dell’impianto visivo. "Volevo che tutto fosse romanzesco- prosegue la regista -  ma vero, per questo ho voluto inserire il mondo della Marina Militare, che con le sue regole, le divise, le navi, i piazzali, le albe in caserma e i tramonti sul mare, richiamasse allo spettatore quello che c’è di arcaico in ciascuno di noi. Era necessaria una città antica e moderna come Livorno, i cantieri navali, Villa Liegi, "Mi è stata data una grande libertà dai produttori di Rai Fiction e Wildside", dice la regista che ammette di aver avuto dall'Accademia Navale "grande collaborazione" ma di aver dovuto affrontare anche "conflitti poi risolti". 
Quindi le parole del ministro della Difesa Roberta Pinotti -: "Questa fiction non racconta storie di vite militari, però ha una parte importante che si svolge nell'Accademia di Livorno, un luogo assai significativo per la Marina dove giurano i cadetti. In questi anni da ministro ho sempre partecipato a questa cerimonia momento di grande emozione per i ragazzi e le ragazze che fanno una scelta impegnativa".
Eleonora Andreatta direttore di Rai Fiction: Racconta la provincia e la famiglia italiana, le diverse classi sociali come in un grande romanzo popolare. Il direttore di Rai1 Teodoli: "Informazione, fiction e intrattenimento sono i tre assi che sostengono l'offerta di Rai1. La fiction è capace di entrare nelle sensibilità delle persone".

 Vittoria Puccini aggiunge "Archibugi non è una che si accontenta". "Mi è subito apparso chiaro quanto ci fosse di Francesca in Emma". Guido Caprino: "È una storia complicata, intensa".  "Un viaggio bellissimo, compresa la settimana trascorsa sulla Amerigo Vespucci, per cui ringrazierò per sempre la Marina Militare". È per Agostino che, ad ogni rientro dalle missioni per mare, madre e figlia iniziano “le grandi manovre”, ovvero l’opera titanica di trasformare il loro quotidiano disordine nel nido domestico che agogna. E poi improvviso il trasferimento da Roma a Livorno, città della famiglia Liegi.

 Giannini, il patriarca di una delle famiglie ebraiche più antiche di Livorno: "Io sono nato con gli sceneggiati. Potrei finire la carriera con la tv. Più volte abbiamo cercato di fare un film insieme a Francesca Archibugi, ma non ci eravamo mai riusciti. Lei è una regista di cinema, bravissima. Per me è stato come lavorare a un film". Andrea Bosca è Giorgio: "È un vitellone di provincia, livornese, si trova in una vita che non è più la sua; è abituato a vivere sopra le sue possibilità".

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