Telese, torno su La7 con cronaca in Bianco e Nero / VIDEO

Con Lancini, Bongiorno e Costamagna, dal 6/2 il lunedì sera

 "Tornare a La7 significa tornare a casa. Il lunedì vedrete un programma nuovo soprattutto come linguaggio. Tutti i cambiamenti italiani sono passati per la cronaca. Non inseguiremo la nuvola del sensazionalismo". Luca Telese sbarca in prima serata su La7 alla conduzione di 'Bianco e Nero - Cronache italiane', con Francesca Lancini e la partecipazione dell'avvocato penalista Giulia Bongiorno e Luisella Costamagna e l'investigatore Piero Provenzano. Da lunedì 6 febbraio alle 21:10. I temi di cronaca più discussi, i casi irrisolti, i cold-case che riemergono dal passato, gli enigmi della nostra storia recente con la ricostruzione dei fatti con i contributi di esperti, testimoni, opinionisti, tecnici. Spiega il giornalista nel corso nella presentazione del programma alla presenza di Marco Ghigliani, amministratore delegato di La7 e Fabrizio Salini, direttore di rete, la nostra dichiarazione d'intenti è raccontare la realtà e darle ordine. 

  "La nostra dichiarazione d'intenti - ha aggiunto Telese -  è raccontare la realtà e darle ordine. Il programma dovrebbe avere tre sapori: Tarantino, Almodovar e Hitchcock. A noi interessa capire, non ci interessa il piacere voyeuristico. Sarà un programma garantista, perché nel grande disordine sono sempre i più deboli che ci rimettono".
   l giornalista (ex conduttore di Matrix) tornerà sulla rete diretta da Urbano Cairo, dopo che nel 2013 ha lasciato il canale conducendo la sua ultima puntata di In onda, portando in primo piano i temi di cronaca più discussi. Avvenimenti che rappresentano, nel bene e nel male, uno spaccato del nostro tempo e della nostra società. Cronaca nera ma anche cronaca bianca, un viaggio per capire i mutamnti sociali che stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere. Gli enigmi della nostra storia recente con la ricostruzione dei fatti con i contributi di esperti, testimoni, opinionisti, tecnici. Una trasmissione dove al centro ci sarà soprattutto la cronaca, ma la si affronterà da un punto di vista innovativo rispetto agli altri talk show già esistenti. Telese non sarà solo, visto che ad affiancarlo in studio ci saranno anche tre donne, più o meno popolari, che lo stesso giornalista su Twitter ha già definito con l'appellativo di 'cult-ladies' (Lancini, Bongiorno, Costamgana). Ci sarà anche l'investigatore Piero Provenzano.

   "Tutti i grandi cambiamenti di questi anni, nel senso comune italiano, sono passati per la cronaca, vent'anni fa passavano attraverso la politica - ha detto Telese -. Oggi l'emotività, aumentata dalla potenza dei social network, dalle grandi narrazioni televisive, è quella che disegna la tendenza". Il tentativo è quello di spiegare, senza sensazionalismi, i meccanismi che ci sono dietro gli eventi che stanno rivoluzionando i nostri costumi, partendo da grandi fatti di cronaca, toccando temi che riguardano tutti, come le informazioni sensibili, il modo di essere identificati, la possibilità di difendersi, il potere dei social sulle nostre vite. Se la co-conduttrice è l'ex tennista e modella e oggi scrittrice Lancini (ha all'attivo due romanzi ed è stata ospite fissa di numerosi programmi), la penalista Bongiorno apparirà in tv in un inedito ruolo di approfondimento, la Costamagna tornerà su La7 con Telese dopo che i due in passato hanno già condotto In Onda: "Anche quello di Luisella è un ritorno e mi fa molto piacere. Abbiamo lavorato già insieme a lungo. Il nostro rapporto va oltre il matrimonio e il divorzio. E' un gigante nel suo mestiere, è una professionista. Siamo tornati insieme anche noi come i Police e i Pink Floyd!". Inoltre, ad arricchire il già nutrito cast del programma ci sarà anche Giuseppe Cruciani, che prenderà parte alla trasmissione in qualità di 'opinionista in esterna'. Giulia Bongiorno sottolinea: "In molti ritengono che la cronaca nera in tv influenzi l'esito dei processi. Ho fatto tanti processi. Il punto non è parlare di un argomento, ma come si parla del tema che andiamo ad analizzare. Anche un telegiornale, che per motivi dati dalla tempistica tiene a sintetizzare tutto in pochi secondi, può fare molti più danni di un programma di approfondimento. Sono contraria all'impostazione di certi programmi tv. Io ho accettato perché l'impostazione di questa trasmissione sarà diversa. Nel '93, nel processo Andreotti, passavano in tv solo le dichiarazioni dei pentiti. Andreotti mi chiedeva di smentire. Alla fine mi limitavo a rispondere 'non è cosi'. Il pubblico, non sempre, è morboso. Se si danno informazioni corrette, è giusto fare informazione. Se il pubblico capirà un po' più di cronaca, avremmo fatto una buona trasmissione".  

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