• Semprini conduce Politics, ma l'ospite atteso non ci sarà: Luigi Di Maio diserta la trasmissione

Semprini conduce Politics, ma l'ospite atteso non ci sarà: Luigi Di Maio diserta la trasmissione

Per il conduttore 150 mila euro anno lordi l'anno

"Io fuoriclasse? Mi considero più un mediano che lavora da oltre vent'anni in tv". Gianluca Semprini dal 6 settembre è al timone di Politics - Tutto è politica, il programma che prende il posto di Ballarò nel martedì di Rai3. Un'ora e mezza di trasmissione, "con ritmi serrati e compatti" per "andare al nocciolo delle questioni", che di 'british' promette di non avere solo il nome, ma anche lo stile. In un primo momento era prevista la partecipazione di Luigi Di Maio come ospite, il quale ha poi disertato. Il vicepresidente della Camera avrebbe dovuto rispondere alle domande del conduttore, che, prendendo spunto dal #matteorisponde caro al premier, riproporrà i dubbi degli ascoltatori sui social e raccoglierà domande del pubblico in studio: "l'hashtag doveva essere #DiMaioRisponde, sarà #DiMaioNonRisponde", ha scritto Semprini su Facebook.

Attorno al grande tavolo rotondo che occupa la scena dominata dalle scritte con il titolo del programma in bianco e rosso, ci saranno, per parlare di economia, il ministro Maurizio Martina e Giulio Tremonti. In apertura, dalle 21.05, "un doveroso omaggio" alle vittime del terremoto e l'approfondimento con il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. In chiusura, invece, spazio agli opinionisti che, rispondendo a quattro domande, cercheranno di mettere "un punto fermo" alla discussione. Il giornalista, una carriera a SkyTg24, è stato chiamato in primavera dalla direttrice di Rai3, Daria Bignardi, per sostituire Massimo Giannini e rilanciare una serata, occupata da un format - spiega lei stessa - "ormai logoro". "I talk di tre ore, le lenzuolate, esistono solo in Italia - prosegue -. L'unica cosa che si poteva fare era cambiare passo e Semprini è un fuoriclasse". La definizione non piace al conduttore che spiega di essere "uno con i piedi per terra": padre di quattro figli, ha preferito firmare un contratto a tempo indeterminato da giornalista in Rai e "non da star televisiva", mettendosi nelle mani degli agenti. "In molti mi hanno contattato - spiega -, ma io ho scelto di portare avanti la trattativa da solo".

Lo stipendio sarà di 150 mila euro lordi l'anno, "una bella cifra" anche se "meno di quanto guadagnano altri colleghi". Quella del martedì sera è la principale scommessa di Bignardi, che ha spezzato la serata in due, partendo con Politics e finendo con Mi manda Rai3 con Salvo Sottile. "Gli ascolti saranno inferiori rispetto al programma di tre ore - avverte -, ma questo non ci spaventa. Ci siamo dati un anno di tempo per tirare le somme". La polemica politica però - facile immaginarlo - non si farà attendere così tanto. "Qualcuno proverà a schierarmi da una parte o dall'altra - prevede Semprini -, ma io sono e mi sono sempre sentito super partes".

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