Parte Agon Channel, tante star per reality e talk

Dopo Pupo e Ferilli, si punta a Abatantuono e Costamagna. Il patron Becchetti: in Albania si investe meglio

Si può dire che è il primo esempio di tv italiana delocalizzata. Agon Channel, nato in Albania poco più di un anno fa, ora che si appresta a fare il grande salto in Italia, sul canale 33 del digitale terrestre, continuerà a mantenere la produzione dall'altra parte dell'Adriatico. "Abbiamo a Tirana circa 400 giovani, molti albanesi, che lavorano tanto, sono contenti di farlo e guadagnano più della media nazionale". A parlare con l'ANSA è Francesco Becchetti, padre della rete televisiva che ha visto nelle sue fila, sugli schermi albanesi, personaggi noti: da Alessio Vinci (il suo contratto per il momento non è stato rinnovato) a Barbara D'Urso.

Fisico atletico, accento romano, 48 anni, un passato nel settore energetico, tra centrali idroelettriche e trasformazione dei rifiuti, Becchetti ha recentemente investito nell'editoria cartacea in Albania. Non solo, ha acquistato anche una squadra della terza serie inglese, il Leyton Orient. Un connubio che lo avvicina a colleghi come Silvio Berlusconi e Urbano Cairo. "Non faccio paragoni e non mi ispiro a nessuno - afferma -, cerco di seguire le mie passioni. Le similitudini le lascio agli altri". A Tirana c'è un capannone di 2000 metri quadri, 7-8 metri di altezza, dove c'è la redazione, lo studio, tecnici, artisti e giornalisti. "Tutto insieme, all'americana - spiega l'imprenditore nel suo ufficio di Piazza di Spagna a Roma -, perché così funziona meglio". La squadra è stata messa su in pochi mesi. "E' stata una corsa, ma ora siamo pronti - confessa -. Salvo complicazioni dovremmo partire il 26 novembre. E' in programma una festa a Milano dove presenteremo il nostro palinsesto. A breve partirà la campagna pubblicitaria".

I volti noti noti non mancano: ci saranno Maddalena Corvaglia e Pupo, ideatore di quattro game show per il canale (uno lo condurrà in prima serata). Sabrina Ferilli guiderà 'Contratto' il sabato sera, per conoscere personaggi famosi che poi 'firmeranno' un accordo con il pubblico. Antonio Caprarica sarà direttore delle news, insieme a Giancarlo Padovan per la parte sportiva. L'ex giornalista Rai condurrà un programma di approfondimento quotidiano in seconda serata con due ospiti in collegamento. Quanto ai tg, dureranno 10-12 minuti e andranno in onda ogni due ore: per la scenografia è stata riprodotta Times Square in 3D. "Stiamo lavorando a chiudere qualche altro contratto - confida Becchetti -. Sarei felicissimo se riuscissi ad avere Luisella Costamagna e Diego Abatantuono, ma non è facile. Abatantuono sarebbe perfetto per il reality sul calcio che andrà in prime time il venerdì ed anche in day time". Il format è definito: undici ragazzi andranno a Londra ad allenarsi con il Leyton Orient e tre di loro giocheranno l'ultima parte del campionato. Come allenatore si punta a Marco Materazzi o Fabio Galante. L'esperienza porterà anche alla realizzazione di un docufilm che andrà in prima serata, come Bodyguard, un altro reality sull'addestramento di persone che ispirano a fare la guarda del corpo. In prima serata anche una trasmissione sulla vita privata delle modelle, che vanno in giro per il mondo.

"C'è chi dice che gli italiani non vanno oltre il tasto 10 del telecomando - afferma Becchetti -, io penso che il limite delle reti italiane sia stato l'aver targhettizzato troppo l'offerta e sono convinto che gli italiani se sanno che c'è una bella tv al 33 andranno oltre il tasto 10". L'investimento iniziale è stato di 40 milioni, 25 solo per il canale italiano. La concessionaria è PRS MediaGroup. "In Italia il mercato pubblicitario è più importante. E' vero che è calato, ma parliamo sempre di 8 miliardi euro l'anno - spiega -. Non so se rientreremo in un anno, due o cinque. Non lo so e non lo voglio nemmeno sapere, lo voglio vedere". Tra l'Italia e l'Albania l'imprenditore sceglie la seconda: "E' un paese nel quale se hai un progetto, hai la ragionevole aspettativa di realizzarlo, in Italia sei sicuro che a un certo punto si insabbia. Poi - continua - il minor costo del lavoro ci consente di investire in conduttori famosi". Quanto a Renzi, l'opinione è positiva: "Se uno si prende la responsabilità di fare qualcosa e di realizzare una ricetta, già siamo in una direzione importante".

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