Barbareschi, vogliono farmi chiudere l'Eliseo

Dopo stop a emendamenti per Eliseo, annunciato tavolo Mibact

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - "Dicono di aver aperto un tavolo di trattativa. Ma con chi? A me non hanno detto niente. Ho provato a telefonare a tutti, ho cercato al ministero, ma nessuno sa dirmi nulla". E' un fiume in piena Luca Barbareschi all'indomani della bocciatura da parte delle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Bilancio degli emendamenti al Milleproroghe che avrebbero dovuto salvare il suo Teatro Eliseo, con uno stanziamenteo di "quattro milioni di euro l'anno" per il triennio 2020-2022, per un totale di 12 milioni.
    Dopo il parere negativo del governo, ieri gli esponenti dell'opposizione, firmatari degli emendamenti, parlavano di "decisione politica". Ma il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, aveva annunciato la "disponibilità del ministro della cultura ad aprire immediatamente un tavolo, su un problema molto sentito dal governo e dai parlamentari". Dal Mibact però fanno sapere che il tavolo al quale si sta lavorando non riguarderà solo il caso di Barbareschi, bensì tutte le situazioni di crisi del teatro italiano, un intervento sul modello di quanto avviene in altri ministeri, prima di tutto il Mise, dove vengono affrontate tutte le crisi.
    "Nessuno ne sa nulla", ribatte intanto Barberschi, che completo scuro e kippah in testa convoca "urgentemente" una conferenza stampa. "Vogliono farmi chiudere questo teatro, ma chiuderò solo quando mi porteranno via di peso", tuona, sotto la gigantografia del francobollo emesso per i 100 anni dell'Eliseo nel 2018, ricordando che il teatro dà lavoro "a 80 persone più 320 di indotto ed è un polo di eccellenza, oltre che un gioiello storico della capitale". (ANSA).
   

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