Opera di Roma, stagione di svolta con Gatti

Aprirà con 'Vespri siciliani'. Ai Weiwei firmerà una 'Turandot'

ROMA - Sarà una stagione, quella 2019-2020, di svolta per il Teatro dell'Opera di Roma, di "passo decisivo in avanti", come lo ha chiamato il sovrintendente Carlo Fuortes, nel consolidamento del processo di sviluppo organizzativo e artistico, grazie anche all'arrivo di Daniele Gatti come direttore musicale, e, come ha detto la sindaca Virginia Raggi, con il "ripristino dei premi produzione per le maestranze che hanno sinora subito la criticità della situazione economica mentre oggi le cose vanno costantemente migliorando" con i ricavi dello sbigliettamento (raddoppiati dal 2014, arrivando a 15 milioni di euro) e l'arrivo di nuovi sponsor (Camera di Commercio, su richiesta della sindaca, interviene con un milione di euro) e la soluzione di fitti passivi, come quelli per i magazzini di Via dei Cerchi, trasferiti al Quarticciolo.

Gatti dirigerà quattro opere nella prossima stagione, a cominciare naturalmente da quella d'apertura il 10 dicembre: 'Les Vespres siciliennes', esordio parigino di Verdi nel 1855, con la regia di Valentina Carrasco e con Roberto Frontali, Dario Russo e Roberta Mantegna. Sarà poi la volta de 'I Capuleti e i Montecchi' di Bellini con regia di Denis Krief, titolo belcantistico che Gatti ha detto di aver diretto da giovane nel 1989 e che gli piace ripensarlo con l'esperienza di oggi. Infine due opere contemporanee di Stravinsky, 'The Rake's Progress', su "quel mondo buffo, crudele, affascinante e osceno di Hoggart", come sottolinea sempre Gatti, con regia di Graham Vick, e 'Oedipus Rex' in forma di concerto.

Nome di punta di questa stagione sarà poi il debutto all'opera del grande artista cinese Ai Weiwei, che firmerà regia, scene e costumi di una nuova 'Turandot' con Alejo Perez direttore e Anna Pirozzi protagonista, impegno accettato anche perché da giovane senza soldi fece a Parigi la comparsa proprio nell'opera di Puccini firmata da Zeffirelli. Per la prima volta arrivano poi sul podio dell'Opera di Roma David Robertson per dirigere un raro Janacek, 'Kat'a Kabanova' con regia di Richard Jones (in coproduzione col Covent Garden); Bertrand De Billy per una nuova 'Carmen' con regia di Emilio Sagi, i costumi Fendi e Veronica Simeoni protagonista; e quindi Myung-Whun Chung con la verdiana 'Messa da Requiem'.

La stagione operistica che, come si vede, "cerca di giocare tra grande tradizione e ricerca e rinnovamento per avvicinare un nuovo pubblico", come ha detto il direttore artistico Alessio Vlad, prevede poi un altro grande titolo 'Evgenij Onegin' di Cajkovskij con James Conlon (allestimento canadese nato per il Metropolitan con regia di Robert Carsen) e quindi 'Luisa Miller' di Verdi con Roberto Abbado e regia di Damiano Micheletto (dall'Opernhaus di Zurigo), oltre alle riprese di 'Tosca' e 'La traviata' con regia di Sofia Coppola. Cinque infine gli spettacoli di balletto, annunciati dalla direttrice Eleonora Abbagnato che, annunciando il suo abbandono della scena dell'Opera di Parigi il 23 dicembre, spiega che avrà più tempo per lavorare col copro di ballo di Roma: 'Il lago dei cigni' di Petipa; 'Il corsaro' in una nuova coreografia affidata a Martinez; 'Suite en blanc/Serenade/Bolero' di Lifar/Balnachine/Pastor; 'Notre Dame de Paris' di Petit e poi una serata omaggio a Jerome Robbins con tre suoi classici 'Glass pieces/In the night/The concert'. A questi lavori si aggiungerà, nell'estate di Caracalla, un grande balletto-musical in cui convivono vari generi di ballo e musica 'Strictly Gershwin' di Gareth Valentine e Derek Deane. Sempre a Caracalla tre le opere: 'Aida', 'Il barbiere di Siviglia', 'La vedova allegra'. Mentre le prove dell'opera si apriranno al mondo del volontariato romano e della Protezione civile, sarà incrementato il progetto 'Opera camion' che porterà 'Tosca' e 'L'opera da tre soldi' in giro per le periferie e 'Fabrica - Young Artist Program' corsi di perfezionamento per giovani talenti che vengono poi inseriti nelle produzioni del teatro.

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