Proserpine di Colasanti apre festival di Spoleto

Teatro con Asti, Riccobono e Dante. Chiude Gatti con Opera Roma

Sarà il Mito di Proserpina, la Dea rapita da Plutone re degli Inferi, ma poi ''graziata'' da Zeus con il dono di far mutare le stagioni, ad aprire la 62/a edizione del Festival dei due mondi di Spoleto - in programma dal 28 giugno al 14 luglio - con l'Opera lirica in due atti che Silvia Colasanti ha tratto dal poema di Mary Shelley (''Proserpine'', in inglese e in versi), seconda tappa di una personale trilogia d'Opera contemporanea sul tema dei miti come approccio dell'inconscio e dei rapporti umani. Sul podio, il Maestro Pierre-André Valade.
Un Festival, l'11/o per il direttore Giorgio Ferrara che dell'apertura firma anhce la regia, dai forti caratteri femminili, ma anche qualche sfumatura pop. E che in chiusura, per il tradizionale concerto in Piazza del Duomo, quest'anno attende Daniele Gatti su musiche di Verdi dal repertorio francese e il Coro e Orchestra del teatro dell'Opera di Roma, per una volta eccezionalmente ospiti a Spoleto.
''In un paese e in tempi come questi - racconta Ferrara - Spoleto è un'isola felice, un'officina di creazioni originali.
Il Festival di Salisburgo ha 80 milioni di euro, noi 5 (dal Mibac sono 3,2 ndr). Questa è l'Italia, non mi sono mai lamentato, e il momento è difficile. Chi se ne importa, si fa un balletto di meno. L'importante è che sia tutto di qualità''.
''Cercheremo di proporre anche qualche realtà locale poco nota - aggiunge il presidente della Fondazione Festival dei due mondi, Umberto De Augustinis - Anche se ancora con la piaga del terremoto del 2016, Spoleto stessa è già uno spettacolo''.
Uno dopo l'altro, ecco dunque alzarsi il sipario sulla danza, tra il Ducth National Ballet, ''una delle più prestigiose compagnie europee se non mondiali'', dice Ferrara, nell'omaggio ad Hans Van Manen ''Ode to the master''; l'Ecole Atelier Rudra Bejart nel biografico ''My french Valentino'', sui primi anni di carriera del divo nella Parigi Belle Epoque e con 42 attori-ballerini-cantanti in scena; e ancora il Bauhaus 1919/1933 in un singolare omaggio a Kandinsky, senza persone, ma con i suoi quadri. Al centro del secondo week end, tutto il genio creativo di Jean Paul Gautier e il suo strabiliante Fashion Freak Show, direttamente dalle Folies Bergere.
Decisamente donna il cartellone Teatro, con Adriana Asti ne ''La ballata della Zerlina'' di Broch, testo di erotismo e ribellione, in cui è affiancata e diretta dalla coreografa Lucinda Childs. E ancora, Marisa Berenson cantante nel Berlin Kabarett, l'Edipo Re secondo Emma Dante ma anche l'inattesa coppia Eva Riccobono-Andrée Ruth Shammah per ''Coltelli nelle galline'', primo testo del pluripremiato scozzese David Harrowe.
A Lucrezia Borgia, di cui ricorrono i 500 anni della morte, pensa invece Corrado Augias. Per la musica sono in arrivo Vinicio Capossela e il pianoforte di Stefano Bollani con il bandolin brasiliano di Hamilton De Holanda. Dedicato all'intelligenza artificiale l'Ecce Robot di Quirino Conti per la Fondazione Carla Fendi, che premierà due donne del mondo della softrobotica: Barbara Mazzolai e Cecilia Laschi. E ancora Paolo Mieli e l'Elogio dell'oblio, il Takigi No giapponese, i concerti a mezzogiorno e alla sera, i Dialoghi di Paola Severini Melograni, i ragazzi della Silvio D'amico e la Young Talents Orchestra. ''Anche quest'anno - commenta il sottosegretario Gianluca Vacca - un calendario ricchissimo, che unisce mondo classico e contemporaneo. In Italia a volte si fa poca sperimentazione, invece il Festival ha sempre saputo combinare queste due componenti in maniera eccellente''.

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