Flashdance, 35 anni dopo danza ancora

Musical sbarca a Roma. Protagonista Belleudi, "io come Alex"

"Alex ed io abbiamo molte affinità. Il percorso che vedete in scena in due ore, io l'ho vissuto in 10 anni". A raccontarlo è Valeria Belleudi, nel 2004 allieva di Amici, poi per tanti anni ballerina ensemble in teatro, fino a oggi, protagonista assoluta di Flashdance, il musical tratto dal film di Adrian Lyne che nell'83 lanciò Jennifer Beals nei panni dell'operaia-ballerina Alex.

Dopo il successo a Milano, i sold out a Firenze e il premio Miglior musical dell'anno al Festival Fatti di Musica 2018, lo spettacolo arriva a Roma, dal 5 al 10/2 al Teatro Olimpico, diretto da Chiara Noschese e con un cast di 20 attori-ballerini.

Immancabili le hit che portarono al successo la pellicola, come What a feeling, Maniac, Gloria, Man Hunt e Rock 'n Roll. Ma anche scene cult come la coreografia con la doccia (e 4 litri d'acqua in scena) e l'audizione finale. "Il momento per me assolutamente più difficile - dice Belleudi - Sola sul palco per 4 minuti con tutto il pubblico in attesa: per me la commissione siete voi".

"Per me interpretare Alex è un sogno che si realizza. Forse solo ora me ne sto rendendo conto, dopo tanti mesi", dice la Belleudi, capelli liscissimi ("in scena abbiamo dovuto ricorrere a una parrucca") che, quasi un film nel film, in verità in Flashdance aveva già danzato, ma da ballerina di fila della versione andata in scena sette anni fa. "Dopo una tournée di 10 mesi - racconta oggi - lo spettacolo venne smontato e mi resi conto che per me era sfumata ogni possibilità di interpretare Alex, perché molto difficilmente un titolo così viene ripreso a breve". E invece ecco la chiamata della Noschese, "cinque giorni faticosissimi di audizioni, con una trentina di candidate, anche molto più giovani di me" e la parte questa volta era sua. "Una vittoria per sopravvivenza", scherza l'attrice che, salopette e bomber anni '80, insieme a Lorenzo Tognocchi nei panni di Nick, porterà in teatro tutte le hit della pellicola.

"Quando ho visto per la prima volta il film avevo 9-10 anni - prosegue, confessando di sognare anche Chicago e Moulin Rouge - Portare un film a teatro è sempre più difficile, perché il pubblico ha grandi aspettative. Ma chi vedrà questo Flashdance troverà qualcosa in più, un approfondimento maggiore di tutte le storie che al cinema non era possibile. Tra chi ce la fa, chi no e chi si perde e poi si ritrova".

A curare il tour di Flashdance è Vivo Concerti di Clemente Zard, che ha ereditato l'esperienza fatta con suo padre David Zard, storico produttore di Notre Dame de Paris, scomparso un anno fa. "Fino a oggi eravamo molto forti su musica leggera e contemporanea - spiega il responsabile dello spettacolo Massimo Fregnani - Questo è il nostro primo esperimento con un musical, ma già possiamo annunciare che Notre Dame de Paris tornerà in versione originale nel 2020".

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