Morto Colla, erede degli storici marionettisti

78 anni, era a capo della compagnia omonima, in attività dall'Ottocento

E' morto a Milano Eugenio Monti Colla, ultimo erede della dinastia di marionettisti che ha creato e reso la compagnia Carlo Colla e figli una delle più famose al mondo. Tanto famosa da essersi esibita a Broadway e aver fatto solo negli ultimi due mesi spettacoli a Sarajevo e Lisbona.
"Milano piange oggi la scomparsa di un creatore di sogni e di felicità unico" ha scritto su twitter il sindaco Giuseppe Sala.
Colla aveva 78 anni e da alcuni giorni era ricoverato in clinica. Ma ha lavorato fino a quando ha potuto. Questa stagione è stata inaugurata (dopo un'anteprima nella sede storica da poco riaperta del teatro Girolamoì), lo scorso mese con la prima nazionale di Giustino, opera di Haendel, nell'attuale sede della compagnia in via Montegani a cui ha fatto seguito La lampada di Aladino, che i Colla presentarono per la prima volta al festival dei due mondi di Spoleto nel 1994. E' invece previsto al Piccolo Teatro dal 27 dicembre Hansel e Gretel, a cui faranno seguito Alì Babà, Il pifferaio magico e Sogno di una notte di mezza estate.
"Spogliati della loro carnalità questi attori di legno sono in verità realtà metafisiche capaci di dialogare e arrivare al pubblico là dove l'essere umano si ferma'', aveva spiegato qualche anno fa Eugenio, che è diventato direttore artistico della compagnia nel 1965.
La tradizione dei Colla, ricchi commercianti di Milano, nacque alla fine del '700 in una delle sale della casa, con delle marionette mosse per far sorridere i bambini di famiglia.
Il fondatore fu, in pratica, Giuseppe Colla (trisnonno di Eugenio) nell' Ottocento anche se, a dare vita alla compagnia vera e propria (itinerante prima, stabile dopo), fu suo figlio Carlo. Ora la compagnia porta marionette e burattini in giro per il mondo, con spettacoli che non sono solo per i piccoli ma anche per un pubblico adulto, come gli allestimenti delle opere liriche.
"Gli spettatori - raccontava Colla - sono attratti dalla tradizione, ma anche dalle novità e dall'impatto numerico di almeno 150 marionette che si muovono e si alternano sul palcoscenico, che si avvicinano all'effetto che fanno i mimi, i danzatori, che non sembrano più pezzi di legno. E dopo un po' la gente non si accorge più nemmeno che ci sono i fili''.(ANSA).

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