S.Cecilia, Pappano apre con Berlioz

Concerto inaugurale con la monumentale Grande Messe des Morts

ROMA - "Berlioz, rivoluzionario e tremendo". Il maestro Antonio Pappano sceglie con cura le parole per definire la monumentale Grande Messe des Morts che aprirà la stagione sinfonica di Santa Cecilia. Il direttore musicale dell' Accademia Nazionale considera una "sfida enorme" dirigere l'opera mastodontica del compositore francese, con l'orchestra e il coro Ceciliani, il Coro del Teatro San Carlo di Napoli e la Banda Musicale della Polizia di Stato, in tutto 300 musicisti in scena, con l' atteso debutto a Roma del tenore messicano Javier Camarena.

Il concerto inaugurale nell' Auditorium Parco della musica - giovedì 10 ottobre alle 19:30 con repliche venerdì 11 e sabato 12 - sarà quindi l' occasione per lasciarsi travolgere dalla potenza del Requiem, composto da Hector Berlioz nel 1838 ed eseguito solo quattro volte in passato negli oltre cento anni di vita dell' Accademia. "E' un capolavoro di rarissimo ascolto -ha detto il presidente Michele dall'Ongaro -. Pensavamo che oltre questo non si potesse andare ma per l' inaugurazione dell' anno prossimo ci supereremo presentando 'I maestri cantori di Norimberga' di Richard Wagner". "Berlioz resta un innovatore, un rivoluzionario - ha commentato Pappano - un compositore moderno ed essenziale. Ha creato una grande partitura piena di sorprese - ha commentato Pappano -, di una grandiosità e poeticità formidabili. Sono felicissimo di poter eseguire questa cattedrale gotica commovente e poetica, ha un effetto terrificante sugli spettatori. E' un' opera tremenda nel senso che lascia senza fiato". Il maestro ha insistito sui contrasti tra il pianissimo e i momenti "apocalittici" che rendono unica l' opera, nella quale nove dei dieci movimenti sono pezzi corali.

"Siamo in un flusso continuo di estremi - ha spiegato - Tutto va verso strade inaspettate, è questa la sorpresa di Berlioz". I 150 anni dalla morte del compositore francese saranno celebrati con altri due concerti in programma nel mese di ottobre. L' avvio della nuova stagione segna anche l' inizio dell' attività del maestro Piero Monti alla guida del Coro dell' Accademia Nazionale. Proprio il Coro negli ultimi anni ha interpretato il Requiem a Parigi con l'Orchestre National de France nel 2008, e ad Amsterdam nel 2019 con la Royal Concertgebouw Orchestra, quest'ultima sotto la direzione di Pappano e con il tenore Javier Camarena, in una sorta di preview internazionale del concerto romano. Già nel 2006 ll direttore musicale aveva scelto Berlioz per inaugurare la stagione di Santa Cecilia dirigendo la Damnation de Faust con un cast internazionale composto da Jonas Kaufmann, Erwin Schrott, Roberto Valentini e Vesselina Kasarova. "Senza Pappano qui non si va da nessuna parte - ha detto Dall' Ongaro, ringraziando tutta la squadra di Santa Cecilia, dai musicisti, ai tecnici, al personale degli uffici. "L' anno prossimo - ha aggiunto - con Wagner porteremo un titolo fantastico, l' unica opera che ancora manca nella storia di Santa Cecilia di cui Pappano a Londra ha dato una lettura straordinaria". Il vice sindaco di Roma Luca Bergamo, assessore alla Crescita Culturale, ha ringraziato il maestro per "l' empatia che vorremmo fosse messa a disposizione di tutti" e l' Accademia Nazionale, "soggetto culturale nel mondo e grandissimo orgoglio della città".

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