Al via il Festival Verdi con un Nabucco antisovranista

A Parma dal 26 settembre

(ANSA) - MILANO, 22 SET -"I teatri d'opera non possono stare sulla luna. Hanno bisogno di dimostrare che possono farsi carico di messaggi sulle tematiche attuali" perché considerarli "non luoghi, realtà chiuse sarebbe un grave pregiudizio per la loro sopravvivenza": Anna Maria Meo, direttore generale del teatro Regio di Parma, spiega in questo modo le scelte fatte per il festival Verdi, che si aprirà il 26 settembre con I due Foscari, e che in programma ha anche un'opera in cantiere e un Nabucco 'antisovranista' con la regia di Ricci/Forte. "Il programma di quest'anno è articolato - spiega - con la possibilità di vedere come ci si può approcciare all'opera con prospettive molto diverse". In programma, dopo l'apertura con I due foscari, c'è Aida con la regia di Franco Zeffirelli realizzato per il teatro-gioiello di Busseto, la cittadina natale di Verdi, un allestimento tradizionale per eccellenza. E poi Luisa Miller con la regia del russo Lev Dodin che il 28 gennaio debutterà nella chiesa di San Francesco, anzi nel cantiere aperto della chiesa di San Francesco. E appunto il progetto di Ricci/Forte. "Nabucco - spiega Meo - sarà una riflessione sui popoli esclusi. E' immaginato in un domani" non troppo lontano in cui gli ebrei siamo noi. "Seguendo questo nocivo sentiero sovranista, dove il culto dell'egemonia fine a se stessa fa da padrone - si chiedono Stefano Ricci e Gianni Forte -, cosa ne sarà della civiltà degli uomini tra, diciamo, vent'anni?!". Insomma il legame con la realtà sarà forte. Come quello con la città in cui è stato allestito (nel quartiere popolare dell'Oltretorrente dove nacque Toscanini) anche un tendone da circo. "Durante il festival a Parma - assicura il direttore musicale Roberto Abbado - l'atmosfera è speciale". Sarà lui a dirigere la Luisa Miller in cantiere. Imponente struttura trecentesca, la chiesa di San Francesco fu trasformata in carcere in epoca napoleonica, funzione che ha mantenuto fino agli anni Novanta. Ora è in restauro, il cantiere si è fermato lo scorso luglio per permettere la realizzazione della struttura con 700 posti per gli spettatori palco rialzato e buca per l'orchestra. Ma restano impalcature con i tubi in metallo che, secondo Abbado, sorprendentemente "crea qualcosa di interessante dal punto di vista acustico". "Dopo il teatro Farnese, ora la chiesa di San Francesco - sottolinea Meo - Il festival si fa anche promotore di un cammino nei luoghi monumentali di Parma". Anche il prossimo anno l'opera tornerà a San Francesco, ormai liberata dal cantiere - con la versione francese di Macbeth - ma sarà l'ultima volta perché l'8 dicembre 2020 (nell'anno in cui Parma sarà capitale della cultura) sarà riconsacrata. Secondo Abbado, una ex chiesa ex carcere è il posto adatto per un dramma come Luisa Miller che tratta dello scontro fra classi sociali, della lotta per liberarsi dalle catene del potere, ma è anche pervaso di riferimenti religiosi. E il festival, che esplora luoghi e 'generi' diversi, permette di 'gustarsi' appieno Verdi che "è un compositore estremamente intellettuale ma capace di parlare al cuore della gente". 

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