Opera Roma, Gatti nuovo direttore musicale

Incarico per tre anni. Il maestro "onorato e commosso"

Mancava un pilota alla "meravigliosa monoposto" che per il sovrintendente Carlo Fuortes è il Teatro dell'Opera di Roma. Dopo nove anni, il problema è risolto: Daniele Gatti, 57 anni, nuovo direttore musicale, promette di voler lavorare perché la capitale torni ad occupare il posto che merita e confessa di essere "onorato e commosso" per l'incarico che per tre anni, dal 1 gennaio prossimo al 31 dicembre 2021, lo vedrà impegnato alla guida della produzione musicale del Teatro Costanzi. Fuortes e la sindaca di Roma Virginia Raggi lo hanno presentato ufficialmente senza risparmio di lodi.

"Oggi è un giorno speciale - ha detto il sovrintendente -. Dopo parecchi anni il Teatro dell' Opera ha di nuovo un direttore musicale, un grande direttore musicale. Questa nomina nasce da tempo, non è improvvisata. Quando nel 2015 fui confermato il teatro stava rinascendo e uno dei punti che ho ritenuto centrali era appunto il direttore musicale, che deve prendersi cura dell' orchestra, il cuore del Teatro dell' Opera. Per me è una grande felicità perché la prima persona a cui ho pensato è stata Gatti". Fuortes ha fatto notare che anche grazie al maestro il Teatro negli ultimi quattro anni ha raddoppiato gli incassi passando da 7 a 14 milioni di euro. La collaborazione di Gatti con il Costanzi, cominciata nel 2016 con l'apertura la stagione con 'Tristan und Isolde', è proseguita l'anno scorso con la direzione di 'La Damnation de Faust'. Poprio domenica scorsa, infine, il direttore ha inaugurato con "Rigoletto" la stagione 2018-19. L'accordo prevede che Gatti garantisca la direzione di tre opere nella stagione 2019-20 e tre in quella successiva. Fuortes ha preso i primi contatti con Gatti a Parigi nel 2015.

"Abbiamo cercato di capire come avviare una collaborazione - ha spiegato - Non aveva mai diretto questo teatro. In questi anni la critica e il pubblico hanno riconosciuto che il lavoro svolto è stato positivo. Gli ho proposto di diventare direttore musicale e sono felice che abbia accettato. Il teatro lo ha accolto in modo straordinario. Qualche giorno fa il primo violino mi ha inviato una lettera in cui a nome di tutta l' orchestra esprime il gradimento nei confronti del direttore". "Torno a Roma dopo tanti anni - ha detto Gatti ricordando che dal 1992 al 1997 è stato direttore musicale di Santa Cecilia -. Con l' orchestra del Teatro dell'Opera l'incontro è stato molto positivo. E' un matrimonio che mi impegnerà nei prossimi tre anni. Ho trovato un teatro in salute e voglio allargare il mio impegno: il direttore musicale è una figura che interessa tutti, orchestra, coro, i maestri collaboratori". L'obiettivo del maestro è ambizioso.

"Il mio desiderio - dice - è far sì che Roma possa contare su un teatro di eccellenza e qualità. La Capitale deve avere un teatro degno della storia e della tradizione di questa città. A Roma mi sento un po' a casa mia". Gatti ha fatto riferimento al suo vasto repertorio d'opera, in particolare italiana e tedesca, assicurando che cercherà di offrire il più ampio panorama possibile. Verdi, quindi, "di cui è facile pensare che sarà inserito un altro titolo", e Wagner che "sarà sicuramente presente nei nostri programmi. Del resto, non passa giorno che io non prenda la mia dose di Wagner". Al lungo applauso della platea Gatti ha risposto alzandosi in piedi due volte. "E' solo l'inizio", ha commentato sorridendogli Virginia Raggi. "E' una sorpresa che ci siamo voluti tenere - ha detto la sindaca, che presiede la Fondazione Teatro dell'Opera - e che annunciamo oggi. Il teatro è fatto di persone il cui lavoro va tutelato. Il teatro deve essere un centro propulsore di cultura. Roma deve tornare ad avere il ruolo di Capitale e, in particolare, di Capitale della cultura. Benvenuto Maestro". Daniele Gatti, diplomato in composizione e direttore d' orchestra al conservatorio "Verdi " di Milano, ha collaborato con strutture importanti italiane e straniere e diretto grandi realtà musicali. Al Teatro dell' Opera assicura una presenza costante per seguire il lavoro preparatorio e gli allestimenti. "L'orchestra è formidabile", dice, e richiamandosi all'immagine dell' auto da corsa evocata da Fuortes, assicura: "Ora il pilota c'è".

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