Zeffirelli, il suo Rigoletto per l'Oman

Nel 2020 a Muscat. Il Maestro, non ho intenzione di mollare

ROMA - "Sono vecchio, ma non ho intenzione di mollare. Sono contento di tutto ciò che ho fatto: nella vita niente mi è stato regalato, ho dovuto lavorare molto". Con la voce che è meno di un soffio, ma con gli occhi che mostrano ancora il carattere di un leone, Franco Zeffirelli, 96 anni a febbraio, non ha voluto rinunciare a parlare, anche se per pochi secondi, ai tanti accorsi nella sua splendida casa romana in occasione della presentazione del Rigoletto che con la sua regia approderà nel 2020 in Oman sul palco della Royal Opera House di Muscat.

Il famosissimo dramma di Verdi celebrerà infatti il 50/o anniversario del regno di Sua Maestà Sultan Qaboos bin Said Al Said inaugurando la stagione 2020-2021, la decima della Royal Opera House, dal 2014 diretta da Umberto Fanni. Sarà uno spettacolo che rispecchierà la visione estetica di Zeffirelli, tra tradizione e magnificenza, in un teatro simbolo dell'identità culturale dell'Oman capace di coniugare lo stile arabo all'acustica eccellente e alle più moderne tecnologie e che proprio lo stesso Maestro ha tenuto a battesimo con la sua Turandot nell'ottobre del 2011. La nuova produzione di Rigoletto vedrà al lavoro lo stesso team della Turandot: lo storico assistente alla regia di Zeffirelli, Stefano Trespidi, l'assistente scenografo Carlo Centolavigna e il costumista Maurizio Millenotti saranno impegnati in un grande allestimento, realizzato in collaborazione con Fondazione Arena di Verona per le scenografie, Fondazione Teatro dell'Opera di Roma per i costumi e in partnership con la Fondazione Franco Zeffirelli. Al progetto aderiscono in qualità di coproduttori il Teatro Nazionale dell'Opera della Lituania e il Teatro Nazionale Croato di Zagabria.

Uno spettacolo internazionale dalla forte impronta italiana quindi, che Zeffirelli avrebbe voluto realizzare già da tempo: un'opera in cui, nel rispetto di Verdi, far sposare le sue scenografie, ampie e imponenti, con l'attenta focalizzazione sulla psicologia dei personaggi. "Il Maestro pensò a questo spettacolo già 10 anni fa, subito dopo aver preparato la Turandot. Ad ispirarlo era stata la magnificenza del teatro di Muscat, un esempio di innovazione nella tradizione, poi però il progetto venne messo da parte", spiega Pippo Corsi Zeffirelli, vicepresidente della Fondazione Franco Zeffirelli, "due anni fa è arrivata la proposta di realizzarlo. Per fortuna il Maestro aveva già fatto i bozzetti e pensato tutto lo spettacolo: ora sarà sviluppato dal suo assistente".

Malato da anni, anche in seguito alle complicazioni per un'operazione al femore nel 1999 a Los Angeles, Zeffirelli non ha mai smesso di esercitare la propria creatività: "Ancora sogna di lavorare, è questo che lo tiene in vita, anche se il suo cuore funziona al 30%", prosegue Pippo Corsi Zeffirelli, "la malattia forse è stata una fortuna. Lavorava tantissimo, beveva e fumava: non credo sarebbe ancora vivo se non avesse avuto problemi di salute, perché almeno da 20 anni è sotto controllo medico. Certo, da quando è malato non ha fatto più cinema, ma ha proseguito il teatro. Il suo è un patrimonio artistico straordinario: per questo a Firenze c'è la sua Fondazione, con oltre 400 bozzetti, e tutti i suoi lavori. Abbiamo ancora diversi progetti del Maestro da realizzare: forse lo faremo in futuro". "Il Maestro Zeffirelli ha giocato un ruolo chiave nella storia della Royal Opera House Muscat", afferma S.E. Rawya Saud Al Busaidi, ministro dell'Alta Educazione dell'Oman e presidente del Consiglio di Amministrazione del teatro. "Produrre il Rigoletto del Maestro Zeffirelli, nell'anno più importante della storia dell'Oman, sono sicura innescherà ulteriori ampie ricadute in termini di turismo culturale".

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