Pizzi, a 88 anni il mio primo Barbiere di Siviglia

'Debutto al Rof il 13 agosto. Rossini benefattore dell'umanità'

PESARO - Alla tenera età di 88 anni e con un'agenda ancora piena di impegni Pierluigi Pizzi sta affrontando per la prima volta Il Barbiere di Siviglia, firmandone regia, scene e costumi al Rossini Opera Festival, in prima il 13 agosto a Pesaro.

"Veramente me ne sono occupato anche agli albori della mia carriera, cioè circa 100 anni fa - dice, scherzando, all'ANSA -, ma solo come scenografo, in una produzione all'Opera di Roma con la regia di Franco Enriquez e la direzione di Vittorio Gui, e un'altra alla Fenice di Venezia". Quello con il capolavoro di Rossini "è un appuntamento sempre rinviato", nonostante i tanti titoli rossiniani all'attivo e la presenza quasi fissa a Pesaro, dove agli allestimenti di Pizzi, da Tancredi a Guglielmo Tell, fino alla Pietra del paragone, è legato molto del successo del Rof. "Ora si sono create le condizioni" nell'anno delle celebrazioni per il 150/o anniversario della morte del compositore pesarese.

Alle prese con il titolo di Rossini più famoso e più rappresentato al mondo, Pizzi ha "annullato tutti i Barbieri visti o sentiti, per cercare una visione nuova, integra". Nessun taglio al libetto, ma via le le parti farsesche e le tante gag che si sono depositate sugli allestimenti da quasi 200 anni a questa parte. Resta però "la comicità naturale" di quella che per Pizzi è una commedia tout court, "partendo dall'originale di Beaumarchais, per poi passare al libretto di Cesare Sterbini, attraverso la genialità di Rossini". Una commedia animata "non da macchiette, ma da veri personaggi. Tutti però negativi, si parla molto di denaro, poco d'amore". Ma alla fine "risultano simpatici o accettabili. Merito di Rossini, che io definisco un benefattore dell'umanità per tutta la musica sublime che ci ha lasciato, e della sua capacità di trasformare il male in bene, rendendo questi caratteri universali e riconoscibili". Nell'allestimento, in collaborazione con Massimo Gasparon, "ho cercato di raccontare la storia in modo chiaro, essenziale, da tempo le mie regie tendono a 'togliere'".

In scena ci sono cantanti giovani come Davide Luciano, Aya Wakizono, Maxim Mironov, affiancati dagli esperti Pietro Spagnoli, Michele Pertusi e Elena Zilio, dirige Yves Abel. Per Pizzi il 2018 è una specie di full immersion rossinana: ha infatti curato la mostra celebrativa alla Scala: "bozzetti, figurini, costumi, Ci sono anche due video, uno dedicato a Rossini al cinema, nella pubblicità, in Tv, nei fumetti". Intanto la sua cariera non si ferma: "ho in cantiere la ripresa di alcuni miei spettacoli, tra cui Così fan tutte per il circuito lirico marchigiano, una Butterfly a Torino, un nuovo Flauto magico a Catania, Giocnda a Barcellona, Idomeneo a Palermo". E nel 2019 un altro debutto assoluto: "Il matrimonio segreto di Cimarosa al Festival della Valle d'Itria. Non l'ho mai fatto prima".

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